Jane Goodall. La rivoluzionaria della primatologia

Jane Goodall, scienziata etologa e attivista dell’ambiente, venuta a mancare il 1° ottobre 2025 all’età di 91 anni, ha rivoluzionato la primatologia perché ha svelando la complessa vita sociale degli scimpanzé, dopo averci vissuto e averli attentamente osservati e studiati dal 1960 al Parco nazionale del Gombe Stream in Tanzania.

Tra i tanti aspetti importanti di questa lunga e preziosa esistenza ci piace rimarcare come Jane Goodall abbia ottenuto questi eccellenti risultati scientifici, pur essendo priva di una formazione formale.

Nata a Londra nel 1934, Jane Goodall nutriva un sogno fin da bambina: andare in Africa e studiare gli animali.

Incoraggiata dalla madre, Margaret Myfanwe Joseph, nel 1957 accettò l’invito di una amica che aveva una fattoria in Kenya.

 

Da segretaria senza laurea a dottorata

Una volta lì, ottenuto un lavoro come segretaria contattò il noto paleoantropologo inglese, Louis Leakey, il quale le propose di lavorare per lui come segretaria e d’accordo con la moglie – la paleoantropologa e co-ricercatrice Mary Leakey – e di partire per la Gola di Olduvai in Tanzania (allora Tanganica).

Fu Leakey a esortare Goodall a osservare il comportamento degli scimpanzé del Parco Nazionale del Gombe, convinto che lo studio delle grandi scimmie antropomorfe potesse fornire informazioni utili sulla conoscenza dei primi ominidi.

Goodall, accompagnata dalla mamma Vanne, si recò alla riserva e imparò sul campo. Con ottimo profitto posto che Laekey, nel 1962, per sapendo che Goodall non avesse la laurea la inviò all’Università di Cambridge, dove elaborò la tesi di dottorato (che ottenne nel 1965) alla quale diete il titolo di Behaviour of free-living chimpanzees, incentrata sui suoi primi 5 anni di studi alla riserva Gombe.

Ottava persona alla quale fu consentito di studiare per un dottorato senza prima laurearsi, Goodall ha aperto le porte della primatologia alle donne, precedentemente terreno esclusivamente maschile, soprattutto per lo studio sul campo.

Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana

Due volte sposata, nel corso della sua vita l’etologa ha ricevuto molte onorificenze e nel 2006 il dottorato di ricerca della Open University of Tanzania. Nel 2011 l’Italia le ha conferito il titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

L’importanza degli studi di Jane Goodall risiede nell’aver dimostrato che “le similarità tra uomini e scimpanzé esistono non solo a livello genetico, ma possono essere osservate nell’emozione, nell’intelligenza, nelle relazioni familiari e sociali”.

O ridefiniamo l’essere umano o accettiamo gli scimpanzé come umani

Ha dimostrato la veridicità di due aspetti di comunanza fondamentali: anche gli scimpanzé sanno costruire utensili e sono carnivori.

Negli anni Sessanta l’essere umano era ancora definito e distinto dal resto del mondo animale, perché considerato l’unico capace di costruire utensili. Le conclusioni degli studi di Goodall portarono il suo mentore Louis Leakey a scrivere: “Ora dobbiamo ridefinire l’uomo, ridefinire lo strumento, o accettare gli scimpanzé come umani”.

Gli appunti, le fotografie e le ricerche di Jane Goodall sono costuditi presso il Centro per gli Studi sui Primati dell’Istituto Jane Goodall dell’Università del Minnesota.

 

 

Immagine: Jane Goodall. La fotografia è tratta dal sito Istituto Jane Goodall Italia. Nel 1997 la primatista fondò l’istituto a suo nome per sostenere la ricerca al Parco di Gombe e proteggere gli scimpanzé e il loro habitat. Oggi l’Istituto è un’organizzazione globale con 25 uffici in tutto il mondo e sono famosi  i suoi programmi innovativi per lo sviluppo dell’Africa. Fra questi ricordiamo il programma giovanile ‘Roots & Shoots’ (Radici e Germogli) avviato nel 1991 e, attualmente, conta gruppi in più di 65 Paesi

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