Andrea Lavaggi: “La luce e le forme” incanta Sestri Levante
Andrea Lavaggi un artista incontrato “per caso” e di cui è impossibile non rimanerne affascinati in un istante.
A volte, il ritorno in un luogo dopo una lunga assenza fa scoprire di aver perso molti eventi e occasioni significative.
Può capitare allora di venire a conoscenza di un artista nato in un paese già ricco di poeti, pittori, scultori, xilografi, letterati, grandi sportivi e altri protagonisti della cultura, generando un sentimento di ammirazione misto a un lieve senso di inferiorità, cala sulle spalle.
La luce e le forme. Uno stupore costante
Andrea Lavaggi, classe 1947 con la mostra La luce e le forme, inaugurata il 9 agosto 2025 presso il Comune di Sestri Levante, ha suscitato nei visitatori uno stupore costante. L’esposizione nasce da un’idea che lo ha spinto a impugnare pennelli, scalpelli e colori, con la consapevolezza di ciò da cui partire ma senza immaginare fino a dove sarebbe arrivato. Per lui è stato come isolarsi dal quotidiano, fissando lo sguardo su una tavolozza vuota, finché la fantasia non ha spalancato la porta nella quale si è immerso completamente.
La spinta a dipingere può nascere dal desiderio di imprimere volti, immagini e oggetti perché durino nel tempo. Questi diventeranno memorie capaci di parlare sempre del passato, del presente e, in un certo senso, anche del futuro.
Dialogo artistico multimaterico
Per Andrea non esistono “nemici”: dialoga con pietra, legno e ardesia, traendone opere di grande fascino. La sua carriera è vasta e costellata di riconoscimenti, con estimatori ovunque. Essere nato in un paese affacciato sul mare e protetto alle spalle da colline rigogliose di ulivi e ginestre, dove i rintocchi delle campane annunciano l’Ave Maria serale, e il sole al tramonto si tuffa nell’orizzonte mentre l’alba lo fa rinascere, ha alimentato in lui l’amore per i colori.
Anche la fusione del blu con il verde, capace di evocare i viali alberati quando l’autunno precede l’inverno, è una combinazione cromatica che lo accompagna a lungo.
Il legno occupa un posto speciale nella sua arte. Da esso, l’artista riesce a far nascere oggetti d’uso quotidiano: un pantalone poggiato su una sedia, una camicia piegata e riposta in una scatola, un ombrello legato a un gancio, un cappotto appeso a un attaccapanni, un telefono degli anni ’50 e un paio di scarpe da tennis blu con le stringhe slacciate. Tutto appare vivo, eppure è scolpito in un legno chiaro che sembra appena uscito dal tronco di un albero.
Pittura. La poesia delle cose quotidiane
Andrea Lavaggi, artista ecclettico, spazia dalla scultura alla pittura: scorci e angoli della sua cittadina che rievocano i giorni della giovinezza. Un vaso di gerani su un davanzale, una natura morta dai frutti tanto realistici da sembrare pronti per essere colti, un ritratto dal volto scarno e asciutto di un ligure d’altri tempi. Opere che raccolgono e tramandano il testimone della valorizzazione delle cose quotidiane, esaltando l’arte di un artista con la “A” maiuscola. Un’emozione unica.
L’esposizione è stata allestita presso la Sala “Riccio”, Palazzo Comunale – Piazza Matteotti, 3 e proseguirà fino a martedì 19 agosto 2025. Si può visitare in modo gratuito, tutti i giorni dalle 10 alle 12, dalle 17 alle 19 e dalle 21 alle 23.
La mostra è promossa dall’Associazione Culturale “O Leûdo“.

