Spagna. L’eutanasia è legge
La Spagna ha legalizzato l’eutanasia. Dopo il passaggio al senato, il Parlamento in seduta plenaria ha approvato la legge sull’eutanasia con 202 voti a favore, 141 contrari e 2 sole astensioni.
Il testo di legge – supportato dal PSOE, il Partito Socialista Operaio Spagnolo al governo e il cui segretario Pedro Sanchez e presidente dello stesso -, introduce nell’ordinamento giuridico del Paese, un “nuovo diritto”, come lo definisce la stampa spagnola, il diritto alla eutanasia da far valere nei casi in cui persone con la maggiore età soffrano di “malattie gravi e incurabili “ o di patologie oltre che gravi “croniche e disabilitanti” che oltre a impedire l’autosufficienza generano “una sofferenza fisica e psichica costante e intollerabile”; una sofferenza che il paziente vive come “inaccettabile e che non può essere mitigata con altri mezzi”. Per il testo di legge si deve “tutelare l’autonomia e la libertà del malato” posto che “non esiste il dovere costituzionale di imporre o tutelare la vita a tutti i costi e contro la volontà” della persona.
La legge entrerà in vigore entro i prossimi 90 giorni.
L’eutanasia fino ad ora, oltre che in Spagna, è stata approvata in Belgio, Lussemburgo, Olanda, Colombia e Canada e Nuova Zelanda.
La voce pubblica di Ramón Sampedro
In Spagna la legge a favore dell’eutanasia ha impiegato 20 anni prima di diventare legge.
Il primo a farsi voce pubblica della richiesta del fine vita fu Ramón Sampedro, pescatore e scrittore gallego, rimasto paralizzato a 25 anni a causa di un tuffo che lo rese tetraplegico e lo costrinse all’immobilità per i 29 anni restanti che trascorse a scrivere poesie e a combattere per ottenere il suicidio assistito. Fermamente convinto a porre fine alla sua vita, sosteneva che il suicidio è un diritto al quale lui per le sue condizioni fisiche non poteva accedere. Quindi invocava assistenza affinché fosse realizzata la sua volontà che chiese formalmente con una petizione che i giudici rigettarono specificando, inoltre, che chiunque lo avesse aiutato a morire avrebbe commesso un reato.
Ramón Sampedro morì il 12 gennaio 1998, avvelenato dal cianuro di potassio. Ad aiutarlo un’amica Ramona Maneiro, dapprima arrestata, quindi rilasciata per mancanza di prove, da lei stessa poi ammessa la responsabilità, dopo la decorrenza dei termini di prescrizione. La Maneiro filmò l’ultimo appello al diritto all’eutanasia volontaria che Sampedro pronunciò prima di morire.
Mare Dentro
La storia del pescatore e scrittore è diventata mondialmente famosa grazie al film Mare dentro, del 2004, diretto da Alejandro Amenábar, dove Ramon è interpretato da Javier Bardem, premiato con la Coppa Volpi, alla 61esima edizione del Festival di Venezia che assegnò al film il Gran Premio della Giuria. Mare Dentro vincerà poi altri premi fra i quali vinto il Golden Globe, il Premio Oscar e il Premio Goya.
Tra le opere scritte da Sampedro ricordiamo Cartas desde el infierno (Lettere dall’Inferno), pubblicato postumo nel 1998.


