Le scienze non hanno genere

Women in tech

Donne e scienze, un binomio eccezionale che nella storia dell’umanità è sempre rimasto opaco, sia per le scarse possibilità di studio che si offrivano alle donne, sia per la scarsa visibilità data a quelle donne che, nonostante tutto, approdavano al mondo scientifico.

Una realtà che nei nostri tempi è sempre più diffusa e di cui la società è pienamente consapevole. Università e aziende concorrono a diffondere e a promuovere lo studio e  il lavoro delle donne per le scienze, come Microsoft.

L’azienda informatica americana,  presa piena coscienza che il settore tecnologico si caratterizza per la disparità che corre fra la presenza maschile e quella femminile, contrasta la stereotipizzazione di genere  che nasce nei banchi di scuola, non per motivi naturali, ma culturali.

Un gap di genere che secondo la Microsoft genererà nel prossimo futuro, un serio problema di competitività per l’industria europea. Una preoccupazione condivisa con la Commissione europea, per la quale già nel 2020 si prevede un deficit di quasi 1 milione di posti di lavoro nel settore delle nuove tecnologie.

Per comprendere meglio il fenomeno e correre ai ripari, la Microsoft ha commissionato lo studio European Girls in STEM” alla LSE (London School of Economics), coordinato dal professor Martin W. Bauer.

Due gli obiettivi della ricerca: individuare il come, quando e perché le ragazze rifuggono dai corsi di studio a indirizzo scientifico (STEM acronimo inglese per scienze, tecnologia, ingegneria e matematica) e individuare i modelli, ma anche i percorsi idonei a stimolare le donne verso questi  studi prima, e di lavoro poi.

studentessa grafica e fotoLo ricerca ha intervistato 11.500 persone, ragazze e donne europee tra gli 11 e i 30 anni delle seguenti 12 Nazioni: Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Regno Unito, Russia e Slovacchia.

Il comune denominatore tra le intervistate è quello che vede le bambine e ragazze mostrare verso le materie STEM lo stesso interesse dei maschi dagli 11 ai 15, anni dopo di che l’interesse delle ragazze tende a svanire. Un’ l’età che coincide con la scelta del percorso scolastico superiore e successivo indirizzo universitario.

Il timore della mancanza della parità di trattamento economico 

uomini e donne computerNaturalmente non esistono differenze tra i generi nell’ambito delle inclinazioni e delle capacità. Subentra, ancora una volta, il fattore culturale e, in Italia in particolare, si teme il non accesso alle pari opportunità nell’ ambiente di lavoro ICT (Informazione e Comunicazione tecnologica).

A livello europeo, italiane incomprese, le intervistate si dichiarano consapevoli di appartenere alla prima generazione dove uomini e donne godono di pari opportunità negli ambiti sociali.

Un approccio positivo e ottimista nei confronti delle possibilità a disposizione che diminuisce quando si entra nel merito dell’ambiente lavorativo tech. Il 59% della media europea, il 66,1 delle italiane, ha dichiarato che svolgerebbero volentieri una professione ICT solo se avessero la certezza di pari trattamento economico rispetto ai colleghi maschi.

Per questo solo il 12,6% delle studentesse italiane sceglie un indirizzo universitario STEM, solo il 13,3% delle donne lavora in settori ingegneristici e, ancora meno, il 6,4% nell’ICT.

StemQuali misure prendere affinché l’interesse mostrato dalle ragazze nella prima adolescenza si mantenga vivo? Lo studio britannico ne ha individuate, a livello europeo, cinque:
-poter guardare a modelli femminili negli ambiti Stem;
-fare esperienze pratiche ed esercizi concreti in materie Stem;
-avere insegnanti che le incoraggino a dedicarsi alle Stem;
-conoscere applicazioni vere che mostrino loro cosa possono – realizzare attraverso le discipline Stem;
-avere maggiore sicurezza che uomini e donne hanno pari opportunità nelle professioni Stem.

La Nuvola Rosa e il progetto “Skype in the classroom”

Nuvola rosa 2017Microsoft Italia, nel frattempo, non sta a guardare. Ed è scesa in campo con 2 iniziative formative una riservata alle donne, l’altra a tutti gli studenti.

Dal 2013, infatti, porta avanti i corsi formativi gratuiti Nuvola Rosa di apprendimento e approfondimento delle competenze digitali.

In collaborazione con la Fondazione Mondo Digitale e growlTup (Cariplo Factory), presso la propria sede, Microsoft accoglie studentesse e giovani donne sia italiane sia straniere.  Il progetto si svolge nell’arco di 8 mesi, comprende 40 corsi che vanno dalle nozioni basiche, passando per la programmazione, fino alla robotica e l’arte digitale.

Il 5 marzo 2017, è stato presentato presso la Facoltà d’Ingegneria dell’Università dell ’Aquila, il progetto educativo Skype in the classroom.

Per la prima volta in Italia, la Microsoft in collaborazione con il Miur (Ministero Istruzione, Università, Ricerca) coadiuva i docenti nello sviluppo delle competenze tecnologiche degli studenti italiani.

skype in the classroomAttraverso Skype, progressivamente, gli istituti scolastici italiani potranno, se desiderano, accedere alla piattaforma e usufruire della Microsoft Educator Community, un network di oltre mezzo milione di educatori di 227 Paesi che mettono le proprie competenze al servizio dei docenti italiani, per formarli in campo digitale  e  supportarli sia nella pianificazione dei  propri percorsi formativi, sia  nell’erogazione delle lezioni.

Skype in the classroom consiste in una classe digitale virtuale che, attraverso Skype, basandosi su nuove metodologie didattiche, condivide sapere e insegnamento, con esperti di diverse materie che impartiscono lezioni in tempo reale agli studenti, che possono interagire e  familiarizzare con scenari lontani, grazie alle guide virtuali.

Uno strumento innovativo per ampliare gli orizzonti dell’insegnamento e dell’apprendimento, per formare gli studenti globali del futuro.

Pubblicazioni precedenti:

Noi siamo pari. Programma per incentivare lo studio scientifico al femminile 

100 esperte per iniziare a conosce Donne e Scienza

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