1918-2018, Klimt, gli Altri e la Secessione Viennese

Il 6 febbraio 2018 ricorre il centenario della morte del pittore Gustav Klimt (1862-1918), uno dei principali esponenti della secessione viennese.
Per l’occasione la Gustav Klimt Foundation ha deciso di creare il progetto Gustav Klimt Database, un portale di ricerca accessibile a tutti, che oltre ad occuparsi del pittore fornirà informazioni sulla condizione socio-politica della Vienna del primo Novecento, il periodo che coincide con la biografia artistica del pittore e con lo splendore culturale della capitale austriaca.

Le prime pubblicazioni del portale, raggiungibile all’indirizzo web klimt-database.com, avverranno entro marzo 2018.  Costituiranno il corpus documentario riguardante l’artista, nella prospettiva della sua produzione pittorica e, inaugureranno, idealmente, l’anno di celebrazione per il suo centenario. Seguirà la seconda e ultima tranche di pubblicazioni in occasione della data di nascita di Klimt, il 14 luglio.

A Roma, il 10 febbraio 2018, aprirà i battenti Klimt Experience, mostra multimediale e interattiva accolta dall’Ospedale della Donne, nel complesso medievale dell’Ospedale San Giovanni, che si protrarrà fino al 10 giugno 2018.

Klimt e gli Altri, celebrati a Vienna

Per chi invece avrà la possibilità di recarsi a Vienna, potrà vivere irripetibili esperienze artistiche, posto che il centenario di Klimt coincide con la scomparsa di altrettanto e significative personalità del primo Novecento viennese, come Egon Schiele, pittore e incisore nonché illustre allievo di Klimt, Koloman Mose, progettista e decoratore e Otto Wagner, architetto e urbanista.

Figure rivoluzionarie che Vienna celebra con un programma di mostre nell’arco del 2018 – 19, che ripercorreranno quei formidabili anni del modernismo che fecero della capitale austriaca uno dei più interessanti centri culturali internazionali.  A Vienna, risiedevano e operavano  personalità del calibro del musicista Gustav Mahler, lo scrittore Robert Musil e, sopratutto, Sigmund Freud il fondatore della psicanalisi, che vide la sua opera L’interpretazione dei sogni pubblicata nel 1899 (ma datata nel 1900), che tanto influenzò anche la cultura e l’arte.

La Secessione Viennese

Gustav Klimt, Egon Schiele e Koloman Mose furono tra i principali sostenitori del Secessionismo, movimento artistico fiorito dalla fine del XIX secolo e l’inizio del XX, che rifiutava il gusto estetico accademico per rinnovarsi attraverso lo sviluppo di nuovi stili artistici. Più che un rifiuto della tradizione il Secessionismo aspirava alla creazione di espressioni artistiche in grado di raffigurare il tempo contemporaneo anche con l’utilizzo di nuovi materiali e nuove tecniche e troverà  nel Liberty e nell’Art Nouveau, la sua espressione più felice.

La prima Secessione avvenne a Monaco nel 1892, segui quella di Vienna nel 1897 e di Berlino nel 1899.

Da sinistra, Klimt e Schiele

Ma è a Vienna che il movimento fu ufficializzato attraverso il gruppo di 19 artisti che ruppero con l’Accademia delle Belle Arti e fondarono la associazione con sede propria: il Palazzo delle Secessione Viennese, di cui Gustav Klimt fu presidente fino al 1905. Nel 1898 Klimt con il pittore e incisore Max Kurzweil fondarono la pubblicazione della rivista  Ver Sacrum, organo ufficiale del movimento.
E la Secessione Viennese –  la Wiener Secession – ebbe una particolare ripercussione nel mondo pittorico, grazie a Gustav Klimt prima e ai suoi allievi Egon Schiele e Oskar Kokoschka, e nelle arti applicate la Wiener Werkstätte.

La pittura di Gustav Klimt si contraddistingue per la sua attenzione al mondo femminile. Sensuale, elegante e raffinata si rifà alla pittura bizantina e giapponese, impreziosita dall’uso di materiali come l’oro e il vetro che rendono lo stile di Klimt inconfondibile, la cui fortuna non conosce tramonti.

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