OMS. La dipendenza dai video giochi classificata come patologia mentale

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha inserito la dipendenza da videogame nell’elenco delle patologie mentali recentemente aggiornato.
Definito gaming disorder, la dipendenza da videogioco è tale quando il paziente presenta “una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti che non si riescono a controllare e che prendono il sopravvento sugli altri interessi della vita”.

Le conseguenze sono severi disturbi emotivi e fisici (perdita del sonno, irregolarità alimentari) e con ricadute sulla vita personale, familiare e sociale. A spiegarlo è Vladimir Poznyak del dipartimento per la salute mentale dell’Oms il quale chiarisce che la decisione d’inserire il disturbo nella classifica soltanto oggi, sebbene conosciuto da anni, deriva dalla maggiore conoscenza ed esperienza clinica della patologia che consente, quindi, di aiutare i medici a diagnosticarla più facilmente.

L’opportunità della decisione dell’OMS è rimarcata da Cherubino Di Lorenzo – neurologo presso il Centro Cefalee dell’INI di Roma – per 2 motivi fondamentali: perché sollecita le famiglie e i pediatri a prestare maggiore attenzione al fenomeno e per indurre i produttori dei giochi a pensare più seriamente alle conseguenze dei loro prodotti sugli adolescenti. E il neurologo ci spiega i meccanismi della dipendenza:“I videogiochi stimolano i circuiti del cosiddetto reward, cioè della ricompensa. I minori, facendo questi giochi monotoni e ripetitivi, spesso con musiche ipnotiche e stimolazioni luminose intermittenti, riescono ad alienarsi e a ottenere delle micro – ricompense che instaurano la dipendenza”. Negli anni passati ricorda Di Lorenzo dalle pagine del Corriere della Sera, ci sono stati dei giochi in cui bastava premere un bottone “che le luci e la musica andavano avanti” e ragazzi trascorrevano così tutta la notte, esattamente come accade con le “slot machine”.

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