PI31 la proteina che potrebbe proteggere dalle neurodegenerazioni
Si chiama PI31 la proteina che potrebbe ripristinare la comunicazione tra i neuroni colpiti da malattie neurodegenerative, come il Parkinson e l’Alzheimer.
Queste patologie sono caratterizzate dall’accumulo di aggregati proteici anomali, che compromettono la funzione sinaptica e causano una progressiva degenerazione neuronale.
Pertanto – spiegano i ricercatori Hermann Stelle e Adi Minis della Rockefeller University da anni impegnati in questa ricerca – la stimolazione dei meccanismi di clearance proteica può avere un effetto neuroprotettivo”. La PI31, infatti, riattiva la circolazione dei proteasomi verso le sinapsi e il loro assemblaggio. Si comporta come un raccoglitore di rifiuti della cellula, rimuovendo e riciclando i detriti accumulati nelle sinapsi, prima che formino gli aggregati.
La diminuzione o la perdita della funzione di questa proteina, allora, blocca l’ingranaggio: i proteasomi non arrivano dove servono e i rifiuti proteici si accumulano nelle sinapsi, formando i dannosi aggregati.
Nell’ articolo della ricerca pubblicata nel 2019 da PNAS (rivista dell’Accademia americana delle scienze) i suddetti ricercatori dimostrano come la corretta funzione della PI31, in un modello murino di malattia di Parkinson, preserva la funzione neuronale e prolunga, notevolmente, la salute e la durata della vita degli animali.
Questi risultati indicano che la PI31 può avere un valore terapeutico per il trattamento dei disturbi neurodegenerativi, compreso il declino cognitivo per invecchiamento.
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