Eccellenza italiana nella ricerca clinica in emofilia

Emofilia: grande riconoscimento perla ricerca italiana. Sono ben 3, infatti, i medici italiani premiati al Bayer Hemophilia Awards Program (BHAP), il programma che sostiene progetti di ricerca clinica e di base, oltre ad iniziative educazionali in emofilia in tutto il mondo.

I premiati sono Pasquale Agosti e Roberta Gualtierotti, medici specialisti della U.O.C. Medicina Generale – Emostasi e Trombosi presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e Mirko Pinotti, professore associato del Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie dell’Università di Ferrara, vincitori nelle seguenti categorie e rispettivi lavori:

  • Fellowship Project Award assegnato a Pasquale Agosti con il progetto Minimum baseline FVIII levels required to prevent bleeding episodes: A study in mild haemophilia
  • Clinical Research Award assegnato a Roberta Gualtierotti con il progetto Detection of novel biomarkers for hemophilic arthropathy via transcriptome analysis
  • Basic Research Award assegnato a Mirko Pinotti con il progetto Base Editing of DNA as a New Therapeutic Option for Haemophilia A

I progetti di ricerca, scelti tra i 29 ricevuti quest’anno da 10 Paesi, sono stati selezionati per la loro rilevanza scientifica da altrettanti 10 esperti provenienti da India, Stati Uniti, Paesi Bassi, Finlandia, Canada, Germania, Giappone e Italia.
In Italia, nel corso degli anni, sono stati assegnati 35 premi nelle differenti categorie.

“Siamo molto contenti – ha dichiarato prosegue Simona Gatti, medico e responsabile Medical Affairs Specialty di Bayer in Italia– Gatti – che questi riconoscimenti siano stati assegnati a tre ricercatori italiani, a dimostrazione dell’eccellenza del nostro Paese e del grande impegno a migliorare la qualità di vita delle persone che convivono con questa patologia rara del sangue”.

Il premio e come parteciparvi

Con il BHAP, lanciato nel 2002, Bayer ha assegnato oltre 300 premi a medici e operatori sanitari di 33 Paesi, per un totale di 36 milioni di dollari e ha contribuito a più di 400 pubblicazioni, presentazioni di poster e altre comunicazioni scientifiche da parte dei premiati.

“Il Bayer Hemophilia Awards Program – ha concluso Simona Gatti – è motivo di orgoglio per la nostra azienda, da sempre impegnata nel sostegno alla ricerca scientifica per lo studio di opzioni di trattamento in grado di limitare in maniera efficace i disturbi emorragici dei pazienti con emofilia”.

Già fissate le date per partecipare all’edizione 2020-2021: il 30 novembre è la scadenza per l’invio della lettera di intenti, fine febbraio 2021 quella per l’invio della “full proposal” (per maggiori informazioni visitare il sito: www.bayer-hemophilia-awards.com).

L’emofilia

L’emofilia colpisce circa 400.000 persone in tutto il mondo ed è un disordine in gran parte a carattere ereditario, in cui una delle proteine necessarie per la coagulazione del sangue o è mancante o è ridotta.

L’emofilia A è la forma più comune, in cui la coagulazione del sangue è compromessa per la mancanza o l’alterazione funzionale del FVIII coagulativo. I pazienti hanno frequenti sanguinamenti a livello dei muscoli, delle articolazioni o di altri tessuti, che possono causare nel tempo un danno permanente alle articolazioni. Le lesioni possono avere conseguenze gravi se non trattate adeguatamente, poiché la velocità di formazione del coagulo è più lenta nei pazienti affetti da emofilia rispetto agli individui sani.

L’emofilia A ha una frequenza stimata di 1 su 5.000 maschi nati vivi, interessando persone in tutto il mondo. In Europa,  colpisce 1 persona su 10.000, per un totale di oltre 30.000 persone. Ad esempio, oggi ci sono circa 4.000 persone affette da emofilia A in Italia, 3.500 in Germania e 13.000 negli Stati Uniti.

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