DTT. La macchina ipertecnologica che risolve problemi

Il progetto settennale DTT (Divertor Tokamak Test) relativo alla costruzione di una macchina sperimentale che Enea ha ideato in collaborazione con il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), l’INFN (Istituto Nazionale Fisica Nucleare), il Consorzio RFX e alcune università italiane, compie un passo importante.

Si tratta di un progetto, strettamente collegato ai programmi internazionale di produzione di energia non dannosa dal procedimento di fusione nucleare.

La fabbricazione è in atto presso il Centro ENEA di Frascati (Roma) e il suo compito specifico sarà sciogliere “alcuni dei nodi più complessi – spiega la scheda tecnica dell’ENEA – che s’incontrano sul cammino della fusione nucleare, il processo per produrre energia rinnovabile, sicura, inesauribile con lo stesso meccanismo che ‘accende’ gli astri; una sfida che coinvolge migliaia di scienziati in tutto il mondo e che vede l’Italia in prima linea”.

Inserito all’interno di un polo scientifico e tecnologico all’avanguardia, aperto a ricercatori e scienziati di tutto il mondo, il progetto – del valore di 600 milioni di euro – riunisce “ricerca, innovazione, tecnologia, sviluppo e competitività industriale con ricadute stimate in un fattore 4”, ossia oltre 2 miliardi di euro solo dal punto di vista economico.

Al suo termine, secondo le previsioni saranno 1500 i posti di lavoro creati (tramite la pubblicazione di bandi) tra i 500 collaboratori diretti e i mille con l’indotto.

Divertor Tokamak Test è realizzato con il contributo di Consorzio Create, BEI (con un finanziamento record di 250 milioni di euro garantiti dal Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici FEIS, pilastro del Piano Juncker), Consorzio europeo EUROfusion (con 60 milioni a valere sui fondi Horizon 2020), Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero Università e Ricerca (con 80 milioni di euro circa), ENEA (30 milioni), Regione Lazio (con 25 milioni più le spese per la connessione alla rete elettrica nazionale) e altri partner internazionali (30 milioni).

Come dicevamo DTT nasce come “anello di collegamento tra i grandi progetti internazionali di fusione nucleare ITER (l’impianto in fase di realizzazione a Cadarache, nel sud della Francia, ndr) e DEMO (il reattore che dopo 2050 dovrebbe produrre energia elettrica di fusione nucleare) per fornire soluzioni scientifiche, tecniche e tecnologiche a problematiche di grande rilievo come la gestione dei grandi flussi di potenza prodotti dal plasma combustibile e i materiali da usare come ‘contenitore’ a prova di temperature elevatissime”.

La macchina sarà ipertecnologica: alta 10 metri con un raggio di 5, conterrà 33 metri cubi di plasma alla temperatura di 100 milioni di gradi con un’intensità di corrente di 6 milioni di Ampere e (pari alla corrente di sei milioni di lampade) e un carico termico sui materiali fino a 50 milioni di watt per metro quadrato (oltre due volte la potenza di un razzo al decollo).

Gli oltre 40 km di cavi superconduttori, realizzati in niobio, stagno e titanio, opereranno alla temperatura di 269 °C sotto zero e saranno collocati solo a poche decine di centimetri dal plasma portato alla temperatura di 100 milioni di gradi.

Condividi:

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.