Gli studenti di Hiroshima dipingono l’orrore della bomba atomica
Dal 2007, la Motomachi High School di Hiroshima incarica i suoi studenti d’arte di intervistare gli hibakusha, i sopravvissuti alla bomba atomica e trasformare le loro strazianti testimonianze in dipinti, e in occasione della 80° commemorazione del lancio delle bombe atomiche statunitensi su Hiroshima e Nagasaki, la scuola, a fine giugno, ha esposto 15 nuove opere.
Il liceo Motomachi è oggi parte integrante di quella che originariamente era un’iniziativa dell’Hiroshima Peace Memorial Museum per mantenere vivo il ricordo dei bombardamenti e il progetto nel corso degli anni ha dato vita a 207 opere d’arte.
16 studenti e 7 testimoni
Per la mostra sopracitata, 16 studenti della scuola sono tornati negli ultimi 8 mesi a incontrare 7 hibakusha e ad ascoltare le loro vivide rievocazioni, nonostante gli 80 anni trascorsi e il fatto che allora erano dei bambini.
Un lavoro in progress e complesso quello degli studenti, perché periodicamente i testimoni si recavano a visionare i loro lavori chiedendone a volte un drastico rifacimento, come riporta inquirer.net.
Molti di loro hanno ampliato la propria ispirazione e immaginazione esaminando attentamente i documenti storici. Una full immersion nella cruda tragicità che ha avuto il suo prezzo, come per Mei Honda, 18 anni, che ha descritto il compito “emotivamente logorante”, soprattutto per “raffigurare la pelle carbonizzata e la carne che penzolava dalle braccia delle persone”.
Ma “probabilmente siamo l’ultima generazione ad avere l’opportunità di ascoltare di persona le esperienze degli hibakusha”, ha detto all’AFP – riportato da inquirer – Aoi Fukumoto, un’ex allieva diciannovenne della Motomachi High. Dati recenti, infatti, mostrano che il numero dei sopravvissuti ai bombardamenti è ora inferiore a 100.000, con un’età media di 86 anni.
Questa consapevolezza ha accresciuto la responsabilità verso il progetto e la consapevolezza della gravità di quanto accadde durante la Seconda guerra mondiale. “Prima di intraprendere l’iter artistico, gli effetti della bomba atomica mi erano sempre sembrati distanti, anche se ero originaria di Hiroshima”, ha affermato Takasago. Ma ora tutto è cambiato e “non posso più restare a guardare”.
La mostra
Con una nota l’Hiroshima Peace Media Center ha informato che 60, tra cui le ultime 16, delle 207 opere realizzate in questi quasi vent’anni saranno esposte presso l’International Conference Center di Hiroshima dal 10 al 28 agosto 2025.
Il bombardamento e la fine della Seconda guerra mondiale
Il 6 agosto 1945 gli Stati Uniti sganciavano la bomba nucleare su Hiroshima (Giappone); l’8 agosto l’Unione Sovietica dichiarava guerra al Giappone e invadeve la Manciuria; il 9 agosto, ancora gli Stati Uniti sganciavano un’altra bomba nucleare su Nagasaki (Giappone).
Il successivo 2 settembre con il Giappone che firmava la resa, terminava la Seconda guerra mondiale, iniziata in Europa il 1° settembre 1939 con l’attacco della Germania nazista alla Polonia.
Si stima che abbia provocato la morte tra i 60 e i 68 milioni di persone tra militari e civili.
Immagine: Hiroshima (Giappone) – le studentesse autrice dei dipinti che raffigurano le testimonianze dei sopravvissuti ai bombardamenti – photo by motomachi-hs.jp

