Messa perpetua. Così una chiesa olandese e la sua comunità salva una famiglia armena dall’espulsione

Messa perpetua per evitare che una famiglia armena sia espulsa dall’Olanda.  Accade a L’Aia dal 26 ottobre 2018 nella chiesa protestante di Bethel, dove 24 ore su 24,  sacerdoti e fedeli che provengono da ogni parte del Paese si alternano per continuare a celebrare la funzione. Un escamotage che impedisce alle autorità di avvicinarsi: una legge olandese impedisce alla polizia d’interrompere una funzione religiosa, come riferisce euronews.com, che ha dato ampio spazio alla notizia.

Cosi la famiglia Tamrazyan – 5 persone fuggite dall’Armenia nel 2009 a causa dell’attivismo politico del padre – quando a settembre 2018 ha ricevuto la notizia che la domanda d’asilo non era stata accolta, ha richiesto, con la voce della figlia maggiore Hayarpi attraverso Twitter, l’intervento dei politici olandesi.

Ma posto l’incombenza della minaccia d’espulsione, la chiesa di Bethel ha preso provvedimenti: il pastore protestante Axel Wicke ha accolto la famiglia, e il 26 ottobre ha comunicato che i fedeli avrebbero pregato ininterrottamente in attesa che la richiesta di asilo fosse riesaminata.

Da allora, i membri della comunità religiosa pubblicano puntualmente sui social media (#KerkasielBethel) le foto e i video della funzione per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione della famiglia Tamrazyan e la risposta non si è fatta attendere. Il sostegno attraverso i social media è arrivato da ogni parte del mondo.

Come ha commentato il pastore Wicke “molte persone ne hanno abbastanza della demonizzazione delle persone in fuga dalla guerra e dall’oppressione”.

La famiglia Tamrazyan – marito, moglie e i loro 3 figli di 21, 19 e 15 anni – vive in Olanda da 9 anni, gli ultimi dei quali trascorsi in un centro locale per richiedenti asilo nel comune costiero di Katwijk, vicino a L’Aia e fanno parte della comunità della chiesa protestante locale.  Il padre, se torna in Armenia, rischia di essere ucciso.

La chiesa non necessita di aiuti materiali ma di volontari sì, per portare avanti l’iniziativa. Per questo Theo Hettema, presidente del consiglio generale della Chiesa protestante a L’Aia ha lanciato l’appello dalla pagina di Facebook: “La funzione probabilmente dovrà andare avanti ancora per un po’ di tempo”. Mentre il 2 dicembre un utente olandese scriveva su Twitter : “Non sono mai stato così orgoglioso della nostra Chiesa”.

 

 

Foto dall’alto in basso:Hayarpi Tamrazyan; funzione nella chiesa di Bethel

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