La fedina penale pulita di Claudette Colvin
Non fu Rosa Parks la prima nera a sfidare i segregazionisti bianchi a Montgomery in Alabama, ma Claudette Colvin, mesi prima di Rosa. E per quell’atto soltanto, adesso, all’età di 82 anni “non sono più una delinquente”, come ha detto la stessa Colvin alla CBS News, dichiarazione ripresa dal sito della BBC.
Nel marzo del 1955, l’allora quindicenne Claudette, mentre si trovava a bordo di un autobus affollato di Montgomery, seduta, con alcuni compagni di classe, nella sezione riservata ai neri, si rifiutò di lasciare il suo posto a una signora bianca.
Si voleva che quando i sedili della sezione dei bianchi fossero occupati, la persona bianca non dovesse restare in piedi: una di colore avrebbe dovuto cederle il posto. È quel che accadde quel giorno, ma alle sollecitazioni dell’autista del bus, Claudette rispose che restare seduta era “un mio diritto costituzione”.
L’autista fermò l’autobus, chiamò un agente della polizia il quale davanti a tanta determinazione arrestò la giovane e la trascinò fuori dal bus, mentre lei continuava a gridare che stavano violando “i suoi diritti costituzionali”.
Sottoposta a processo presso il Tribunale minorile – e nonostante la difesa dall’avvocato Fred Gray, famoso attivista per i diritti civili in Alabama -, Claudette venne condannata per disturbo alla quieta pubblica, violazione della legge di segregazione e aggressione a un agente di polizia.
Le prime 2 condanne furono ritirate dal Tribunale, ma non l’accusa di aggressione. Pertanto Claudette Colvin ha avuto la fedina penale macchiata fino allo scorso novembre quando il giudice Calvin Williams, del Tribunale minorile di Montgomery, ha ordinato la cancellazione del reato perché “quello di allora è stato riconosciuto come un atto di coraggio per se e per la comunità colpita”.
Nel dicembre 1955 Rosa Parks veniva arrestata per lo stesso reato e il 5 giugno 1956 la Corte Distrettuale dell’Alabama dichiarava incostituzionale le legge che in quello Stato obbligava alla segregazione sugli autobus.
Fu Rosa Parks a diventare una delle figure simbolo della conquista dei diritti civili degli afro-americani, tanto che nel 2020 un importante media italiano celebrava il 65° anniversario del suo gesto riportando la definizione di sempre di The Mother of the Civil Rights movement.
Fu una scelta politica: Colvin all’epoca del fatto era molto giovane, aspettava un bambino senza essere sposata e il suo carattere era considerato troppo emotivo. Rosa Parkes (1913 -2005), invece, era un’assennata adulta, ben educata, calma e lavorava come segretaria della National Association for the Advancement of Colored People: le organizzazioni nere per i diritti civili pensarono che fosse la figura ideale per diventare l’ icona dell’integrazione, tanto da incoraggiare i neri a boicottare i bus di Montgomery.
Claudette Colvin, invece, andò a vivere a New York, perché nella cittadina dell’ Alabama non trovava lavoro per le vicissitudini legali legate al suo atto coraggioso. Dopo vari lavori precari, per 35 anni, ha lavorato come infermiera; ha avuto 3 figli senza mai sposarsi.
Oggi non si senta defraudata dalla Storia, piuttosto delusa; orgogliosa del gesto, Colvin ritiene che Rosa Parks sia stata la persona giusta ma è necessario che si sappia che anche altre donne sono arrivate davanti “alla Corte Suprema per sfidare la legge che ha posto fine della segregazione ”.
Anche la sua famiglia non vorrebbe togliere gli onori a Rosa Parks, ma chiede che sia riconosciuto il ruolo di Claudette Colvin che oggi, comunque, contenta, per non essere più “una minore delinquente a 82 anni”.
Immagine: 1) Claudette Colvin, photo by Getty Images, tratta dal sito bbc.com; 2) Rosa Parks; 3) 1955, la notizia della condanna a Claudette Colvin



