In viaggio tra le città europee sostenibili, alla ricerca delle buone pratiche

Nelle città si concentra la maggior percentuale delle attività del mondo.  Lo sforzo che le metropoli devono affrontare per arrivare in tempo alla realizzazione degli obiettivi dell’Economia Sostenibile dell’Agenda Onu 2030 è immane.  Il problema per tutte è rappresentato della mobilità. La rapida urbanizzazione con il conseguente aumento delle popolazioni urbane e il cambiamento climatico, in relazione all’invecchiamento delle infrastrutture, sembra essere il nodo della questione.  Servono risorse economiche, pianificazione, progettazione, per realizzare un cambiamento totale nel sistema della mobilità urbana.  Eppure, dicono gli esperti, pur considerando la dimensione dell’impresa, investire nella mobilità sostenibile garantisce alle città maggiore produttività, attrattività e un aumento complessivo della qualità della vita. Uno sforzo, dunque, che conviene fare non solo per rispetto ecologico.

A tal proposito la società di consulenza Arcadis misura  l’avanzamento delle  politiche sostenibili  di 100 città del mondo, attraverso i 3 principi fondamentali:  sostenibilità sociale, ambientale e di profitto.  Citata dal World Economic Forum, la classifica annuale dell’Arcadis  Indice di mobilità sostenibile (Sustainable Cities Mobility Index)   è parte integrante dell’analisi compiuta e pubblicata a febbraio 2018 del Gestore dei Servizi Energetici (Gse) che segue l’andamento delle buone pratiche adottate nelle città per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030.

Milano

Nell’Indice di mobilità sostenibile 2017, troviamo Milano al 18° posto fra le grandi città del mondo (11° fra quelle europee e prima fra quelle italiane), “grazie soprattutto – come c’informa la Gse –  alle performance fatte registrare in tema di Low Emission Zone, nel livello di utilizzo del sistema di trasporto pubblico, misurato dal numero medio di viaggi pro-capite e nella quota di viaggi totali effettuati con mezzi pubblici”.
Milano è  capofila del Milan Urban Food Policy Pact, il primo patto internazionale  sulle politiche alimentari urbane. “In occasione  di Expo Milano 2015 il patto è stato sottoscritto da 148 città di tutto il mondo – continuiamo a leggere la Gse –  che si impegnano a rendere il sistema alimentare più equo e sostenibile, con misure che garantiscono cibo sano e accessibile per tutti, il mantenimento della biodiversità,  la lotta contro lo spreco”.

Sempre nel 2015, ricorda Gse, Milano è stata una delle vincitrici degli  Eurocities Awards per la mobilità intelligente  con il progetto  Meno automobili, più spazi comuni, una migliore qualità della vita per tutti, la cui realizzazione ha permesso di ridurre il traffico del 30% (una media giornaliera di 40mila vetture in meno) con l’inserimento nell’ecosistema urbano di 6.700 mezzi in condivisione.

Per quanto concerne la raccolta differenziata, nel 2016 Milano si è collocata al secondo posto tra le metropoli europee con popolazione superiore al milione di abitanti, toccando quota 54%, seconda solo a Vienna”.

Zurigo

Zurigo è la prima città per buone pratiche sostenibili europea, 2° nella classifica Arcadis dopo Hong Kong (dalla quale si distanzia soltanto per lo 0.3 percentuale in meno). Ges riporta il motivo del primato della capitale elvetica: la legge, nel 2008 votata dai cittadini, che introduce la promozione dello sviluppo sostenibile,  proponendosi di  ridurre il consumo energetico a 2000 watt pro capite e le emissioni annuali di CO2 a 1 tonnellata pro capite entro il 2050 e di coprire e di sostituirlo  entro il 2060 con le energie rinnovabili al 100%.

Parigi

Parigi, al 3° posto della classifica mondiale di Arcadis, viene menzionata dalla Gse per il suo progetto Garantie Paris Finance Plus: un fondo di garanzia creato dal Comune in collaborazione con la Bpifrance erogato a tutte le PMI le cui attività rientrano nell’ambito dell’economia sociale e/o nel piano sul clima (COP21), quindi:  viaggi, ricettività, pianificazione urbana, gestione delle risorse,  rifiuti e cibo.

In termini di mobilità urbana Parigi eroga incentivi ai tassisti affinché convertano il proprio mezzo dalla benzina all’elettrico.  Infine, come buona pratica sostenibile parigina, Gse menziona la creazione del portale cittadino  Agir pour l’environnement (Agire per l’ambiente), fonte d’informazioni “sullo spreco alimentare, sull’economia circolare, su aria e rumore e sulla gestione pubblica e privata del verde pubblico. Il portale permette ai cittadini di interagire direttamente su una tematica tanto importante come quella ambientale”.

Dopo Seoul, Praga e  Vienna ( rispettivamente al 4° 5° 6° posto della classifica Arcadis) raggiungiamo la capitale britannica.

Londra

Londra, al 7° posto della classifica mondiale, rientra  nella hit parade delle buone pratiche grazie al programma  Healthy Streets of London, presentato nel dicembre 2016 dal sindaco Sadiq Khan e dal Commissario alla pedonalità e alla ciclabilità Will Norman. “Il piano – riferisce Gse – punta a rimodernare e revisionare le strade della metropoli britannica per incoraggiare i londinesi a muoversi a piedi o in bicicletta”. Il programma mira a “dare priorità all’efficientamento del trasporto pubblico, al rafforzamento dell’intermodalità tra trasporto pubblico e percorsi pedonali e ciclabili, alla messa in sicurezza delle strade e all’abbellimento dell’arredo urbano; ricostituire il tessuto commerciale di prossimità e rendere i servizi più a portata di mano: piccoli negozi, scuole, luoghi di lavoro e tempo libero”.

Il programma Healthy Streets of London tiene conto di 10 indicatori. I 2 principali sono: inclusività dell’ambiente urbano per tutte le categorie di individui; il camminare, pedalare e utilizzare i mezzi pubblici devono diventare le modalità principali di spostamento all’interno della città. Seguono come conseguenza gli altri 8 indicatori:  inquinamento atmosferico; sicurezza stradale; arredo urbano; inquinamento acustico ed estetica e salubrità.

Le analisi del programma hanno stabilito che se ogni londinese camminasse a piedi per 20 minuti al giorno, la sanità pubblica risparmierebbe circa 1,7 miliardi di sterline (1,9 miliardi di euro).

Stoccolma

Dopo Singapore (8°posto), ecco Stoccolma al 9° posto nella classifica mondiale Arcadis.. Nel 2010 la capitale svedese è stata premiata dalla Commissione Europea come prima Capitale Verde del continente. L’obiettivo che si è posta è diventare una città fossil fuel free, entro il 2040.  È sulla buona strada, considerando che già nel 2015 è riuscita a dimezzare le emissioni di gas serra pro-capite, raggiungendo i livelli di riduzione previsti per il 2020.  Come ci è riuscita? Con un programma a tutto tondo che investe  sulla mobilità: modalità pedonale e ciclabile con espansione della rete del trasporto pubblico e incentivi l’ per acquisto di veicoli elettrici o a biocarburanti; interventi sull’edilizia: le nuove costruzioni  di Stoccolma devono essere a basso impatto ambientale e ad alta prestazione energetica, mentre le già esistenti dove fare interventi per ridurre il 33% dei consumi energetici.

Francoforte 

Francoforte, prima città sostenibile nel 2015 la troviamo al 10° posto nel 2017. Il suo programma di buone pratiche comporta investimenti nella produzione energetica promuovendo lo sviluppo degli impianti di cogenerazione.  Nell’edilizia ha introdotto la politica di green procurement, che detta una serie di procedure come ad esempio il divieto dell’uso del legname tropicale e del Pvc, e le linee guida per la costruzione cost-effective. Il problema della mobilità tenta di risolverlo con il programma e-mobility 2025, che prevede l’uso di veicoli elettrici e interconnessione di diversi mezzi di trasporto.

Infine per promuovere il programma green, Francoforte premia i cittadini e le imprese che risparmiano energia, con bonus in contanti.  Chi riesce a ridurre almeno il 10% il consumo di elettricità con interventi di efficienza energetica entro un anno, riceve un bonus di 20 euro, oltre a 10 centesimi per ogni KWh risparmiato. Secondo Ges i cittadini che hanno partecipato al progetto hanno ricevuto, in media, un bonus di 65 euro l’anno.

A Francoforte seguono fino al 20° posto rispettivamente, Amsterdam, Copenhagen, Tokyo, Monaco, Lione, Pechino (Cina), Edimburgo, Milano, Shenzhen (Cina) e Amburgo.

Per approfondimenti: Arcadis.com e Gse.it

Condividi:

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.