Mi chiamo Ai-Da e sono la prima artista robotica del mondo
Sono firmate Ai-Da i disegni esposti alla Barn Gallery del St John’s College dell’Oxford University fino al 6 luglio 2019. Ma la vera protagonista dell’esposizione è la stessa artista, un androide ultra realista che dipinge e parla grazie all’intelligenza artificiale e al modello di simulazione Human in the loop, che consente di compiere azioni umane.
Ha un braccio robotico che le ha permesso di comporre con una matita i disegni esposti, un’espressione pseudo-umana, nonostante le telecamere installate negli occhi e un nome, Ai-Da, che è la combinazione della sigla AI (Artificial Intelligence) e la sillaba Da, in onore alla matematica, informatica e scrittrice britannica Ada Lovelace (1815-1852), famosa per il suo lavoro sul progenitore del computer, la macchina analitica, ideata dallo scienziato Charles Babbage.
Ai – Da sa parlare, dicevamo, e quando lo fa, esprime la filosofia del suo creatore Aidan Meller, il cui primo obiettivo, che si condensa ma trascende dalla sua creazione, è richiamare l’attenzione sull’impatto sociale delle nuove tecnologie che, susseguendosi ad un ritmo frenetico, stanno trasformando rapidamente la vita come la conosciamo. Ma è un cambiamento al servizio di tutti gli uomini, si chiede Aidan Meller. E ancora, la tecnologia, modellata a nostra immagine, riflette i nostri stessi impulsi e bisogni? O la dirompente intelligenza artificiale, come i big data e la possibile biotecnologia il trans-umana, sarà privilegio di pochi, bloccando tutti gli altri sugli scalini inferiori della scala di potere? Per questo, afferma Meller, è nata Ai Da e la mostra, per incoraggiare una discussione collettiva che porti a un’etica condivisa che ne regoli l’utilizzo.
Ai-Da è stata realizzata dalla società di robotica Engineered Arts, in collaborazione con i ricercatori dell’Università di Leeds (Regno Unito). Compone i suoi disegni in 40 minuti. La mostra presso il St John’s College è costituita dalla produzione artistica dell’androide, tra cui un’opera che rende omaggio a Cut Piece di Yoko Ono. Accanto a Ai-Da lavorano artisti emergenti che realizzano lavori in plastica, argento e bronzo 2D e 3D, sviluppati attraverso processi d’intelligenza artificiale e nuove tecnologie.



