Sanremo dopo Sanremo

stadio

Gli Stadio, vincitori di Sanremo 2016

Oggi si fanno sondaggi su qualsiasi cosa, ma i risultati che abbiamo registrato in questa settimana, a 10 giorni dalla chiusura del festival, intervistando e chiedendo giudizi proprio su questa competizione canora, anche se non sono stati per noi una sorpresa, lo saranno per chi li leggerà.

Abbiamo contattato circa 100 persone di un quartiere di Roma, più 15 che frequentano la chiesa parrocchiale ed altre 25 incontrate al supermercato. Le 140 persone che hanno fatto parte di questo sondaggio, che defineremo “domestico”, hanno un’età che va dai giovanetti di 12 anni e quelli di 18, tra maggiorenni con un’età che va dai 21 ai 50, e tra persone adulte che arrivano fino agli 80 e oltre.

Si dovrebbero diversificare tra loro le varie risposte ma più dell’85% ha dato una stessa risposta e questo è davvero sorprendente. Alla domanda: Ti è piaciuto il Festival?” Più del 60% ha risposto: “ Come show niente da dire, ma per quel che riguarda le canzoni, è stato molto modesto.”

La canzone che ha vinto, era veramente la migliore? Il 40% l’ha giudicata con il testo migliore, e perchè gli Stadio, secondo la maggioranza assoluta, meritavano una consacrazione ed un riconoscimento per tutto il percorso musicale fatto già negli anni precedenti. I giovani avrebbero votato una canzone più moderna, magari il rap, mentre gli over 50 non sono riusciti a vedere per intero nemmeno una puntata.

Carlo Conti, conduttore di Sanremo 2016

Carlo Conti, conduttore di Sanremo 2016

“La conduzione di Conti merita un buon voto?” Il 60% lo giudica un professionista della TV, ma tutti si pongono la domanda: “Quanto ci sono costate queste trasmissioni, perchè in fondo, è facile fare ottimi ascolti avendo a disposizione la“performance” di tanti artisti.” Dunque tra i minorenni, solo il 15% ha assistito a tutte le puntate, ma mai fino alla fine. Tra i maggiorenni solo il 45% ha visto dall’inizio le trasmissioni, ma dopo le 22 è andato a letto.

Alla domanda: “ Ma perchè, non ti piacciono le canzonette?” Risposta:“Perchè sono quasi tutte eguali, l’orchestra copre sempre le parole, e così ai cantanti non resta che urlare, è preferibile ascoltarle successivamente perchè così si riesce meglio a capire ed apprezzare di più sia il testo che la musica.” E questo giudizio è stato simile per quasi tutti.

“Come spieghi pertanto gli alti ascolti registrati”? Nessuno sa dare una risposta coerente a questa domanda, ma, secondo il 50% degli intervistati, c’è sempre di mezzo la forza della pubblicità, e la commercializzazione delle case discografiche che gestiscono tutta la musica in Italia.

Gli ascoltatori che hanno superato gli ottantanni, ha definito il festival “ solo rumore”. Ed il perchè è semplice, essi vivono di nostalgia per quello che nel passato era veramente il festival, ovvero un’esplosione di note musicali, una festa gioiosa di ritornelli orecchiabili che avevano allietato la loro gioventù.

In fondo come dare loro torto se ricordano ancora ……”Una lacrima sul viso, Io che non vivo o Perdere l’amore e ballavano su quella mattonella

Locandina di "Una lacrima sul viso, 1964

Locandina di “Una lacrima sul viso, 1964

aggrappati magari ad un giovane che non osavano nemmeno guardare in volto! Quali e quante canzoni del festival del 2016 riescono ancora a proporre quell’atmosfera?

Solo un 25% trova validi i testi proposti oggi, perchè i problemi sociali portati in musica, la ricerca di una soluzione della vita tra un do ed un fa, o il dolore che già quotidianamente ci viene elargito in tv, e che riproposto in chiave di violino o di basso, ci spegne ancor più la gioia di vivere, sì, forse si scontrano con quei ritornelli di tanti anni fa non proprio dall’alto significato, ma, che per lo meno, erano veramente godibili alle nostre orecchie!

A ben pensare le tematiche sociali proposte nelle canzoni degli anni ’70 e ’80 sono ancora attuali e sia le strofe che la parte musicale, ogni volta che vengono suonate ritornano facilmente alla mente e scopri che non le hai mai dimenticate.

Come detto all’inizio, questo nostro sondaggio ha confermato che Sanremo è sempre Sanremo, ma che la musica, e perchè nò, la canzone d’autore è forse un’altra cosa.

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