La prima Biennale d’Arte Queer al mondo
La prima Biennale d’Arte Queer si svolge per tutto il mese di giugno 2024 a Detroit.
Presentazione in 11 gallerie più di 800 opere di 170 artisti, provenienti dagli Stati Uniti, dall’Asia, dall’America Latina e dall’Europa.
In concomitanza con le celebrazioni del Gay Pride, che avvengono tradizionalmente nel mese di giugno, l’organizzazione non profit Mighty Real / Queer Detroit (MR/QD), ha organizzato questo progetto – evento dal titolo I’ll Be Your Mirror: Reflections of the Contemporary Queer (Sarò il tuo specchio: riflessioni sul queer contemporaneo), con il patrocinio dell’assessorato dell’arte e cultura del Comune della città.
Patrick Burton, direttore creativo e curatore di MRQD, ha spiegato a The Art Newspaper, lo scopo della manifestazione: “Vogliamo sottolineare il ruolo dell’arte per ottenere visibilità e costruire una connessione sociale”.
Il vento contrario
MRQD è nata nel 2022, quando Burton organizzò una mostra che includeva 150 artisti nati o residenti a Detroit, dispiegata in 17 luoghi culturali della città.
Il vento che soffia a sfavore dei diritti civili negli Stati Uniti, con un numero crescente di leggi statali e locali volte a “cancellare” la visibilità queer, come riporta il theartnewspaper.com, ha convinto Burton della necessità di organizzare una manifestazione più ambiziosa con questa prima edizione della Biennale Queer, che sottolinea il ruolo dell’arte nell’attestare il “cambiamento”.
“A qualsiasi forma di attacco – ha spiegato Burton – gli artisti si sollevano per portare la trasformazione”. Quindi, se l’edizione del 2022 era concentrata sugli artisti locali ecco l’edizione 2024 a dimensione internazionale, grazie alla solidarietà delle reti queer, che hanno reagito in modo organico contro l’ingiustizia.
La compattezza delle reti queer
Solidarietà sollecitata da Burton che ha inviato al passaparola ma la cui rapida diffusione non si può non leggere come una spontanea forma di reazione, con l’elenco dei partecipanti che “si è aperto quasi da solo” con la disponibilità del registro degli artisti di Visual AIDS, la storica organizzazione non profit con sede a New York, la cui missione è quella di sostenere le carriere degli artisti che convivono con l’HIV o con l’AIDS, e a curare le opere di coloro i quali, per patologie correlate, non ce l’hanno fatta.
Perché a Detroit
Detroit sembra essere la città ideale per la Biennale perché “non esiste rivalità tra le gallerie” ha detto ancora Burton che vorrebbe renderla capitale dell’arte e della cultura queer e farne “un faro per i giovani”, promuovendo “il senso di appartenenza e di empowerment”.
Le nuove generazioni e non solo della comunità queer, conclude Burton che insegna arte alle scuole superiori “non sono consapevoli dei molti modi in cui gli artisti queer hanno contribuito alla sua resilienza”.
Troppo bravo per essere nero e gay. La storia di Alvin Baltrop
Testimone delle parole di Burton è l’artista Alvin Baltrop (1948 – 2004).
Fotografo statunitense afroamericano, nel corso della sua carriera, Baltrop si è scontrato con il razzismo dei galleristi. Questi ultimi non lo credevano capace di scatti di talento e lo accusavano di rubare immagini ai fotografi bianchi.
Per vedere le sue fotografie esposte, Baltrop ne cedette alcune a galleristi che le spacciarono per proprie.
Colpito dal cancro, il suo stile di vita e la precarietà economica in cui versava non gli permisero di sottoporsi alle cure adeguate, morendo a soli 55 anni.
Il riconoscimento della sua arte è stata postuma, grazie all’articolo del professor Douglas Crimp, pubblicato sulla rivista d’arte statunitense ArtForum.
Evento: Biennale d’Arte Queer prima edizione; titolo: I’ll Be Your Mirror: Reflections of the Contemporary Queer. di MR/QD
dove: Detroit – Michigan USA;
quando: 31 maggio – 30 giugno 2024.
Immagine del fotografo Alvin Baltrop (1948 – 2004), esposta nel Bronx Museum of Arts di New York
