Molière e il Re Sole. Storia di reciproca interessata amicizia

Un grande fan di Molière fu Luigi XIV, più noto come il Re Sole, il quale da grande appassionato di teatro qual’era fin da bambino, apprezzava le sue commedie e le sue qualità di attore comico e nel 1660 lo confermò nell’impiego a corte come “tappezziere e cameriere di Camera”.

Il fatto viene raccontato nel programma del canale televisivo France 3,  Secrets d’Histoire, in occasione del 400° anniversario della nascita di Jean-Baptiste Poquelin – in arte Molière, fatta risalire al 15 gennaio 1622, quando venne battezzato a Parigi.

Il futuro autore de Il malato immaginario, Il tartufo, La scuola delle mogli o L’Avaro, tanto per citare  solo alcune delle sue celebri commedie, aveva ereditato la posizione a corte dal padre Jean Poquelin, tappezziere nella capitale francese. Rinunciatovi nel 1642, quando decise di andare via di casa, gli ritornò nel 1660, dopo la morte del fratello. E questa volta Molière, a 38 anni, accettò l’incarico con entusiasmo.

Nella trasmissione, riporta la stampa francese, si apprende che Molière doveva “accompagnare, sorvegliare e organizzare l’allestimento della stanza da letto del re, da un castello all’altro, posto che in quel tempo Luigi XIV non abitava ancora a Versailles”.  Un incarico che consentì all’autore di “portare il titolo onorifico di scudiero, il primo grado della nobiltà”, ma, soprattutto,  l’accesso diretto al monarca.

Molière era, infatti, una delle circa 150 persone – il personale del sovrano, duchi, marchesi e ambasciatori – che ogni mattina partecipavano alla cerimonia di preparazione del Re. L’autore-attore, dunque, per un trimestre l’anno, trascorreva le sue giornate con il sovrano: se la mattina lo assisteva nelle cerimonie del risveglio, nel pomeriggio  gli allietava le ore dal palcoscenico.

E per lo storico Christophe Mory, il comportamento che tenne il commediografo, che mai approfittò della sua posizione privilegiata, gli procurò la stima del re che lo elevò a confidente. “Moliére aveva 16 anni di più del sovrano che non tardò a trattarlo come un fratello maggiore” aggiunge Moray.

Sempre nel 1660, infatti, il commediografo – con la sua compagnia – trovò dimora stabile presso la sala del Palais Royal di Parigi.

Il giovane re difendeva l’ umorismo e l’acuta ma ruvida satira dei personaggi molieriani (molti dei quali nati dall’attenta osservazione ai cortigiani durante le cerimonie del mattino), per stabilire la sua autorità sul clero e sulla nobiltà.

Ma aveva certamente compreso la grandezza di Molière che con William Shakespeare e Lope de Vega fecero del Seicento il Secolo del Teatro, che fissò il professionismo teatrale nell’intera Europa.

 

Immagini: Molière (1622 – 1673) a sinistra, Re Sole a destra nel ritratto ‘Louis XIV et Molière déjeunant à Versailles’ dell’artista francese Jean-Auguste-Dominique Ingres (1780 – 1867)

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