Mariangela Gualtieri. Una poetessa tra noi

Riavvolgiamo il nastro del film vissuto in questo anno appena concluso e ci accorgiamo che facciamo il possibile per dimenticare o meglio nasconderci troppe cose perché ci hanno pesato non solo sul fisico ma principalmente sul cervello e sull’anima. E proprio la nostra testa è ancora carica di pensieri tristi, dolorosi e che continuano a sommarsi tra di loro e sembrano non abbiano mai fine. Quando un film ti piace lo rivedi tante volte e ne comprendi sempre più i dialoghi, le inquadrature e le espressività dei protagonisti.

Ci stiamo avvicinando a quella fatidica data in cui fu conclamata la pandemia e ci ritrovammo “tutti a casa”: il 9 marzo 2020.  Una data che si è fatta poesia attraverso i versi di un poema: “Questo ti voglio dire, ci dovevamo fermare. Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti ch’era troppo furioso il nostro fare. Stare dentro le cose. Tutti fuori di noi. Agitare ogni ora. Farla fruttare” e meravigliosa è la sua conclusione: “Adesso lo sappiamo quanto è triste stare lontani un metro“.

Autrice di 9  marzo 2020, è Mariangela Gualtieri, poetessa, scrittrice contemporanea, fondatrice con il collega architetto regista Cesare Ronconi del teatro Valdoca nel 1983 e tanto altro.

Il suo scrivere è stato definito un crogiolo di parole di pace, anche se lei stessa ha sottolineato come nei suoi testi ci sia talvolta l’inadeguatezza della parola. Conosciamo dunque Mariangela Gualtieri che sicuramente ci può fare riaccendere una speranza, anche se piccola, ma forse sufficiente a …tirare avanti, come si sul dire, in questo mondo nel quale non riusciamo più a comprenderci l’un l’altro. Si nasce poeti o artisti?

Difficile dirlo, ma il seme alla propensione verso l’arte è in noi e con noi aumenta grazie agli studi e gli insegnamenti, ma sono principalmente le passioni individuali che la fanno crescere e siamo fortunati quando riusciamo a portarla a compimento senza tanti aiuti esterni. Vale la pena leggere le sue poesie d’amore e “Le giovani parole” con cui vinse nel 2015 il Premio Brancati, dedicate al mare, ai bambini, all’amicizia e a tutte le bellezze del creato.

Il Requiem dedicato a Silvia Colasanti “Stringemmo nei pugni una cometa” la fa assomigliare a una Calliope moderna, perchè ascoltando la sua bella voce su Youtube, sembra prenderti sottobraccio e farti volare, come dice il poeta Mario Luzi, verso “Quale viaggio ti hanno dato i venti….”

Un poeta amico al pari di Caproni e Rebora sulla stessa via tracciata anche da Cardarelli. Nei suoi lavori teatrali ha rappresentato opere di Luzi, Loi, Fortini e tanti altri, facendo così conoscere al pubblico quanto è bella la poesia o la prosa se in essa c’è la luce della speranza per mezzo della quale incontreremo la nostra fragilità, quella che noi tutti in questo periodo abbiamo riscoperto.

Chiusi ancora in casa, abbiamo il tempo di leggere e scoprire che la poesia è una catena fatta di tanti anelli, piccoli e grandi, ma che ci consentono ancora e fortunatamente di affacciarci alla vita. Mariangela Gualtieri con le sue semplici parole riesce ad abbattere quei muri che spesso noi innalziamo convinti di proteggerci dagli altri, ed è in grado di dirci che se quelle barriere nascondono l’ignoto,  dandoci la possibilità di attingere a quel pozzo pozzo pieno di tante cose che potrebbero arricchirci e renderci più felici. Non aspettiamo che sia troppo tardi

 

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