Il pittore dell’infinito tra passato presente e futuro

L’arte è libertà: quella bella parola della quale ci appropriamo ma che spesso ci torna difficile farla nostra completamente, per poterla fare diventare quel ponte che libera e unisce tutti nello stesso momento.  Se poi la libertà di dire, di dipingere, di scrivere diventa un’arte si riesce ad andarle incontro, anche se per capirla nella sua interezza è necessario vedere o sentire oltre i nostri occhi ed il nostro cervello.

“Vissi e vivo d’arte” questo è il motto di Marcello Rezzano che ha esposto la sua personale presso il Musel di Sestri Levante fino al 30 di agosto 2020. Ad una profana come me, sembra di vedere la luna.

Una prima fase della mia luna, ammiro i disegni inseriti nei quadri che sono tondi, colorati, coronati da inspiegabili spine cornute che possono muoversi su qualsiasi terreno impervio e sconosciuto. Il coronavirus li abita in modo armonico in una rilettura dei capolavori del passato. L’uomo vitruviano di Leonardo che a braccia aperte sembra arrendersi davanti all’inevitabile ma che nel contempo, nella sua nudità, vuole essere un argine al morbo. I 4 gatti che si affacciano incuriositi in un mondo vuoto e restano in attesa. La riproduzione della creazione dell’uomo e del giudizio universale della Cappella Sistina, il Senecio di Paul Klee, tutte forme di una padronanza tecnica assolutamente originale.

La seconda fase di questa mia luna comprende opere di una etereogenia pittorica che vanno dal 1998 al 2013 ove l’avvento di Papa Francesco, il complicato punto interrogativo sul Monoteismo, il Dio in natura, la giustizia animale e la conclusione del “Laudato Sic, mi Signore”. Una rara padronanza del campo figurativo in cui il pittore riesce a illustrare il suo paese natì0, attraverso il secolo passato, aggiungendovi angoli di impressionismo ed astrattismo grazie alla sua immaginifica dimensione nel dipingere case, vie, spiaggie, colline ed alberi.

Le vedute della sua cittadina delle due facce (Sestri Levante) dei due golfi, del suo silenzio, delle sue vele bianche, delle piazze a misura d’uomo di giorno e di notte, ove le fiabe si fanno musica al ritmare delle onde, tutto  fa pensare all’altra metà della luna.

Per Marcello Rezzano “sestrino” dalla testa ai piedi, professore presso gli istituti della zona, il dipingere è andare nel profondo della figuratività ed infatti ha ammesso che ha sempre aspirato a capire gli umili ed i semplici come lui, in grado di godere delle gioie di quell’arte che da sempre è stata la scelta primaria della sua vita di ieri, di oggi ed anche quella di domani. Gli calzano a pennello due definizioni che gli hanno donato gli amici: “Il pittore dell ‘infinito”  e ” lo Schubert delle corde magiche”.

Tutto se ne va, ma nell’artista vero siamo certi che l’espressione che nasce dalla sua personale e profonda arte non può fare altro che lasciare il segno.

 

Immagini: opere dell’artista Marcello Rezzano – Photo by abbanews.eu

 

Condividi:

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.