La genialità urbanistica e ambientale. Antonio Cederna
Il 27 agosto 2016 saranno trascorsi vent’anni dalla morte di Antonio Cederna, ma il ricordo dell’instancabile intellettuale e attivista ambientalista, non si affievolisce; al contrario, i tempi attuali in cui l’Italia e Roma in particolare, sembrano destinate a un declino inesorabile, acuiscono il rimpianto per la passione e la serietà che hanno contraddistinto il suo l’impegno per la salvaguardia dell’ambiente e della cultura italiana.
Il 17 marzo, l’omaggio del Parlamento
Tra le tante manifestazioni e iniziative per l’anniversario della scomparsa di Antonio Cederna, segnaliamo la cerimonia che si terrà presso la Camera dei Deputati, il 17 marzo 2016, quando il Senatore Walter Tocci, ricorderà la sua l’attività politica, spesa, come scrisse lo stesso Cederna, all’insegna della “lotta per la salvaguardia dei valori storico naturali del nostro paese è la lotta stessa per l’affermazione della nostra dignità di cittadini, la lotta per progresso e la coscienza civica contro la provocazione permanente di pochi privilegiati onnipotenti.”
Archeologo, giornalista e lungimirante urbanista
Antonio Cederna era nato a Milano nel 1921. Laureatosi in archeologia, la lasciò presto per dedicarsi al giornalismo, carriera di una vita, che iniziò nel 1949 e che lo vide collaborare con le più prestigiose testate, da “Il mondo” fino a La Repubblica e l’Espresso, passando per Il Corriere della Sera. Oggetto dei suoi tanti articoli, ai quali si unisce la scrittura di documenti e di libri – un titolo su tutti: “I vandali in casa”- è la costante denuncia delle minacce al patrimonio naturale, artistico, storico e paesaggistico dell’Italia che Cederna vede arrivare fin dalla fine della seconda guerra mondiale, per la ricostruzione prima e per la ripresa economica poi.
La sua incessante attività a difesa dell’ambientale e della cultura non si è limita alla “penna”, ma lo ha portato a essere protagonista di tante Associazioni Culturali e all’impegno nella politica attiva. Nel 1955, Antonio Cederna è uno dei fondatori dell’Associazione Italia Nostra, della quale sarà poi consigliere nazionale e presidente della Sezione romana. Mentre dal 1958 al 1961 e dal 1989 al 1993 viene eletto consigliere comunale di Roma; dal 1987 al 1992 è deputato della X legislatura e, come tale, contribuisce alla redazione delle leggi “Roma Capitale” e “Legge Quadro sulle aree naturali protette”.
I successi
Combatte molto Antonio Cederna su ogni fronte, come abbiamo visto, ma ottiene grandi successi dei quali siamo e, saranno le generazioni future, debitori. Delle sue conquiste ne ricordiamo due, fra le più significative: la tutela del Parco dell’Appia Antica e la conservazione dei centri storici italiani.
Il Parco dell’Appia Antica è un’estensione di Agro Romano di 3.400 hm2, che s’insinua fino al centro di
Roma. Un patrimonio naturale e archeologico di valore inestimabile che Antonio Cederna, insieme agli altri membri di Italia Nostra, è riuscito a salvare dalla lottizzazione di milioni di metri quadrati di edificazione, destinandolo a parco pubblico. Un polmone verde, in alcuni punti di grande bellezza, nel cuore della città.
Nel 1960 Antonio Cederna apre i lavori del Convegno di Gubbio, con la relazione scritta in collaborazione con Mario Manieri, contro le norme di allora che consentivano di manomettere, fino a sventrare i centri storici, salvando solo monumenti. Durante il Convegno viene approvata la Carta di Gubbio, che si basa sul concetto chiave che “l’intero centro storico è un monumento”.
Giacomo Mancini, allora Ministro dei Lavori Pubblici, nel 1966 di fronte alle devastazioni, procurate della frana di Agrigento del 1966, per vincere sugli speculatori, adotta i principi della Carta di Gubbio, per elaborare un disegno di legge che prevede disposizioni all’avanguardia, come la repressione dell’abusivismo, l’obbligatorietà dei piani urbanistici, standard urbanistici.
La legge di Mancini varata nel 1967 e famosa come Legge Ponte, tutt’ora in vigore, si è dimostrata nel tempo molto efficace ed è riuscita a salvaguardare in gran misura, i centri storici italiani, al contrario di quanto accaduto nelle altre città europee. Unica prerogativa, secondo gli esperti, che l’urbanistica italiana contemporanea può vantare.
Per approfondimenti
www.archiviocederna.it


