M’AMA-DALLA PARTE DEI BAMBINI. A lezione di Affido
A lezione di Affido online – Corso in-formativo per insegnanti di scuola secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado
PREMESSA
M’aMa-Dalla Parte dei Bambini (più conosciuta coma la rete delle MammeMatte) nasce dall’idea di un gruppo di professioniste del sociale (mamme adottive, affidatarie, biologiche) impegnate nella tutela dei diritti dei bambini attraverso l’istituto dell’affido familiare e dell’adozione.
L’obiettivo è promuovere attività e servizi alla persona, sull’intero territorio nazionale, con particolare riferimento ai minori con bisogni speciali, supportando famiglie e minori durante l’esperienza.
INTRODUZIONE
Il 27 Ottobre scorso, in occasione dell’uscita del libro Non vi ho chiesto di chiamarmi mamma, cronaca di un affido sine die (di Karin Falconi – edito da Edizioni Lavoro e Avagliano editore cfr. www.affidiamoci.it/libri), l’associazione M’aMa ha lanciato una campagna omonima, itinerante e nazionale, per sensibilizzare istituzioni e famiglie sull’affido degli adolescenti fuori famiglia.
Sono state molte le scuole pubbliche e gli istituti privati che hanno richiesto una collaborazione a M’aMa per portare la Cultura dell’affido nella loro comunità scolastica attraverso la lettura delle pagine del libro e le testimonianze dirette di adolescenti che hanno raccontato la loro storia fuori famiglia.
Fruitori privilegiati del percorso i docenti, possibili esempio e modello di inclusione.
Il libro, racchiudendo una parte narrativa e una informativa, si presta ad essere il testo di riferimento del percorso informativo sull’affido. Non vi ho chiesto di chiamarmi mamma racconta in chiave ironica e autentica l’accoglienza di due sorelle adolescenti da parte di una famiglia composta da mamma, papà e figlia anche lei adolescente.
A seguire, il lettore trova un utile Vademecum su Come diventare genitori affidatari. La parte narrativa del libro, con linguaggio scorrevole e immediato, aiuta i docenti a comprendere la complessità dell’ingresso di un minore in famiglia affidataria. La parte informativa fornisce ai docenti le nozioni giuridiche e burocratiche della realtà dell’affido.
OBIETTIVI
Fornire una comprensione approfondita del concetto di affido etero e intrafamiliare e del suo impatto sugli adolescenti e preadolescenti.
Approfondire la conoscenza delle leggi e delle normative riguardanti l’istituto giuridico dell’affidamento familiare e il diritto all’istruzione.
Esplorare le problematiche specifiche associate all’affido di adolescenti e le possibili strategie per affrontarle. Sviluppare competenze pratiche per supportare l’inclusione scolastica di ragazzi in affido. Promuovere una cultura scolastica inclusiva alle esigenze degli adolescenti in affido, sensibilizzando l’accoglienza della intera classe.
STRATEGIE OPERATIVE
Durante il corso online sarà utilizzato il libro Non Vi ho chiesto di Chiamarmi Mamma capace di trasmettere informazioni giuridiche, orientative e spunti di riflessione.
M’aMa richiede l’acquisto del libro ai partecipanti, e la sua lettura, prima dell’inizio del percorso per comprendere meglio le dinamiche dell’affido e le tematiche trattate durante le lezioni. Durante gli incontri saranno accolte le varie curiosità che possono sorgere nell’uditorio, i dubbi, le perplessità. Oltre la lettura del testo, saranno fondamentali le testimonianze di adolescenti o neo maggiorenni che interverranno per raccontare la propria storia di affido.
Esperenziali: Il corso sarà altamente esperienziale e dinamico, includendo attività pratiche come simulazioni, discussioni di casi reali, e sessioni di brainstorming. I docenti parteciperanno a esercitazioni pratiche per applicare direttamente le competenze acquisite e sperimentare capacità di mettersi in gioco, di empatizzare, di provare a mettersi nei panni dell’altro, per cercare percorsi e progetti comuni.
Oggetto principale delle attività sarà Non vi ho chiesto di chiamarmi mamma e la simulazione pratica di alcune scene in modo da coinvolgere i partecipanti nell’assunzione dei ruoli più vari: da quello dei genitori biologici, a quello della famiglia affidataria al minore in affido.
Il corso, avendo l’obiettivo di coniugare la teoria con l’esperienza pratica, vuole fornire al corpo docente strumenti e competenze per affrontare le sfide legate all’affido degli adolescenti e promuovere un ambiente scolastico inclusivo.
Testimonianze: Una parte significativa del corso sarà dedicata a testimonianze dirette di ragazzi in affido, o che hanno vissuto l’esperienza fuori famiglia. Interverranno anche famiglie affidatarie per offrire ai partecipanti una visione autentica dell’esperienza, ispirandoli ad un approccio più empatico e comprensivo nella pratica educativa quotidiana.
Linguaggio e clima: Il clima è accogliente, confortevole; il linguaggio semplice e diretto. Il metodo utilizzato è caratteristico dell’associazione M’aMa, quello della consapevole leggerezza che, per le mammemmate, è una questione seria!
ASPETTATIVE
Oggi la Scuola accoglie studenti che portano storie personali sempre più varie e complesse, storie che, oltre a significare ricchezza, spesso contengono molto dolore.
Proprio per raggiungere un’accoglienza consapevole di questi alunni, è necessario che i docenti siano messi a conoscenza di tutte le possibili modalità di comportamento che un ragazzo affidato può mettere in atto: per sfidare, ottenere o conquistare attenzione.
Solo conoscendo la natura e motivazione di tali comportamenti, si possono trovare le giuste strategie di intervento.
La storia del minore influisce sul suo apprendimento scolastico; questi alunni hanno diritto di avere un PDP in cui si tenga conto sia del loro comportamento, sia del loro livello cognitivo che, talune volte, può anche essere di difficile interpretazione.
E’ quanto mai necessario in questi alunni stimolare la capacità di empowerment, resilienza, autostima. Il primo passo verso questi ragazzi è la costruzione della personalità.
Ogni bambino, quando diventa studente ed è inserito in una comunità scolastica, con regole e doveri, può incontrare difficoltà ora espresse nei confronti del corpo docente, ora nei confronti dei compagni di classe.
Tenendo presente che lo studente al centro di questo lavoro rimane quello affidato temporaneamente ad una famiglia diversa dalla propria, dobbiamo partire dal presupposto che, prima dell’ingresso nella comunità scolastica, abbia potuto già essere stato oggetto di numerosi passaggi da una comunità all’altra (a partire da quella/e residenziale/i dove è stato accolto, per arrivare, a quella della famiglia accogliente).
Il focus del percorso #nonvihochiestodichiamarmimamma rimane l’offerta di supporto al corpo docente che, impegnato nella didattica, non può tralasciare con essa la modalità di apprendimento di ogni studente; ma, anche e soprattutto, il supporto allo studente stesso, a cui si arriva fornendo ai docenti gli opportuni strumenti per decodificare la sua comunicazione verbale e agiata.
Progetto Scuola – A scuola di affido
Durata: 8 ore
Modalità: online
Diretto: corpo docente scuola secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado
