Maker al lavoro. App per studenti con disturbi di apprendimento

In occasione della recente kermesse socio-tecnologica Maker Faire,  il più grande spettacolo (e racconto) al mondo, di invenzioni, creatività e intraprendenza e celebrazione del movimento maker, ossia di coloro “che  fanno”, che realizzano prodotti e manufatti altamente innovativi, abbiamo intervistato Elena Imperiali, ceo & founder di ImReading software, rivolto alle persone con disturbi di apprendimento in una dimensione inclusiva. I disturbi a cui fa riferimento sono la dislessia, la disgrafia e la disortografia.

Si tratta di un’App che favorisce la lettura, un autentico strumento compensativo che aiuta nello svolgimento dei compiti e nell’ apprendimento delle lingue straniere. Il software nasce in collaborazione con CARIS dell’Università Tor Vergata di Roma, struttura che gestisce tutte le attività volte a favorire l’integrazione nella vita universitaria degli studenti con disabilità, con disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia) o difficoltà temporanee.

Come è nata la cooperazione con il centro universitario Caris?

La collaborazione è nata nel 2017 quando ho incontrato il prof. Pier Gianni Medaglia delegato del Rettore per Caris e ho avuto l’occasione di mostrare il nostro progetto.

Quali criteri sono stati utilizzati per la creazione del font affinché fosse facilmente distinguibile dai lettori?

Dopo aver studiato attentamente tutte le difficoltà che i dislessici affrontano nella lettura, abbiamo capito che sarebbe stato sufficiente porre dei piccoli accorgimenti, sebbene fondamentali, per facilitare la lettura.

Quali figure professionali hanno concorso alla definizione del progetto e alla sua realizzazione?

Oltre ai soci di ImpReading Software, esperti in organizzazione aziendale, lingue e design, abbiamo avuto la collaborazione dello staff di Caris in particolare la prof. ssa Dragotto, esperta di linguistica, e la dott.ssa De Meis logopedista.

Che caratteristiche presenta rispetto a un font per normolettori?

Ogni lettera è stata disegnata per essere unica e facilmente distinguibile dalle altre, gli spazi sono stati studiati per consentire all’occhio di avere il movimento corretto rispetto alle righe scritte e di non spostarle dalla corretta posizione.

Come funziona esattamente?

Funziona come qualsiasi altro font a disposizione nei pc e/o software, è in formato ttf. Si può utilizzare all’interno di Office e impostarlo come carattere predefinito nei motori di ricerca internet. I siti open source verranno visualizzati con ImpReading Font. Questo permette di leggere più facilmente moltissimi siti.

Come si riflette sul potenziamento della scrittura? Parliamo sempre di scrittura digitale, facilitata dall’app o di scrittura “analogica”?

Quando si parla di Font generalmente si associa alla lettura digitale. In realtà il primo approccio alle lettere dell’alfabeto lo abbiamo nei primissimi anni della nostra vita. È in quel periodo che gli individui imparano a leggere e a scrivere.

ImpReading Font è particolare perché abbiamo voluto aiutare non solo nella lettura attraverso il riconoscimento delle lettere, ma anche nella scrittura. Ogni lettera è riproducibile a mano ciò permette di migliorare non solo la lettura ma anche la scrittura; ad esempio un disgrafico non riesce a disegnare le lettere correttamente, se imparasse a utilizzare i caratteri di ImpReading Font, dal momento che ogni lettera è diversa, continuerebbe ad avere una brutta calligrafia, ma riuscirebbe a capire e leggere ciò che ha scritto.

La disortografia è spesso legata alla dislessia, leggendo male non imparano a scrivere, commettono errori di sintassi e ortografici. Utilizzando ImpReading Font in maniera regolare il numero di errori commessi diminuisce sensibilmente.

Se nelle scuole venisse utilizzato come abecedario ImpReading Font e perciò tutti gli studenti normolettori e/o normoscrittori o non, tutti potrebbero leggere e scrivere più facilmente e addirittura per i borderline compensare prima che il disturbo si manifesti.

Mi può descrivere in breve ImpReading App per le lingue straniere?

L’applicazione e il software ImpReading sono dotati del text to speech un software che è in grado di leggere i PDF.  Abbiamo inserito oltre all’italiano, anche le lingue inglese, francese, tedesco e spagnolo. È importante per gli studenti ascoltare la pronuncia corretta delle parole e associarla al modo corretto di scrivere. È inoltre possibile tradurre, e/o cercare i sul dizionario o vocabolario le parole.

Avete già stabilito delle convenzioni con le scuole per l’acquisizione del software?

Cerchiamo sempre di andare in contro alle scuole, sia sull’utilizzo dei nostri strumenti che per la formazione. Inoltre, abbiamo firmato un patto d’intesa con l’ufficio scolastico Regione Lazio. Stiamo lavorando per poter estenderlo ad altre regioni d’Italia.

L’app è già in uso? Che riscontri avete avuto?

L’app pubblicata è la versione beta, tuttavia viene già utilizzata da molti studenti dalla primaria alla secondaria, e anche all’università. L’apprendimento risulta più approfondito, veloce e i risultati scolastici notevolmente migliorati.

Ci sono delle restrizioni di lettura dei pdf importati che l’App non può supportare?

Esistono 2 tipologie di PDF, quelli aperti e quelli chiusi. I PDF aperti oltre poter essere ascoltati tramite il text to speech nelle 5 lingue, è possibile modificare il carattere originale con ImpReading Font. Nei PDF chiusi non possiamo modificare il font, ma tutti si possono ascoltare.

La nostra missione è aiutare studenti DSA nello studio, tuttavia trattandosi di neurodiversità, le difficoltà riscontrate sin dall’infanzia persisteranno per tutta la vita. ImpReading Font e App possono perciò aiutare anche gli adulti e potenziare per esempio, lo studio delle lingue straniere anche per i normolettori.

Un esempio dunque di sinergia tra pubblico e privato, tra ricerca e ingegnerizzazione del prodotto.

ImpReading

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