Il caso Talankin. La lezione che Mosca voleva cancellare
Mr. Nobody Against Putin, vincitore nella categoria documentari degli Oscar e dei BAFTA 2026, ha ottenuto un enorme successo internazionale.
Il docu-film, diretto da David Borenstein e Pavel Talankin, racconta di un insegnante di una scuola elementare a Karabash, città mineraria negli Urali.
Talankin e le riprese corsare
Il docente è lo stesso Talankin il quale, prendendo atto che la realtà scolastica stava trasformandosi, ha messo a frutto la sua professione per svelare come il sistema educativo russo — a seguito dell’invasione dell’Ucraina nel 2022 — sia stato trasformato in uno dei più salienti strumenti di propaganda.
Filmando, Pavel “Pasha” Talankin mostra le lezioni di “educazione patriottica”, l’uso di armi tra i bambini e i tentativi del governo di distorcere la realtà del conflitto adottando elementi basati sul nazionalismo, ostacolando, quindi, lo sviluppo del pensiero critico. Un programma di indottrinamento che, come racconterà il docente al The Guardian, ebbe un impatto molto negativo sui bambini, tanto da provocare un drastico calo dei voti. Alcuni insegnanti si posero subito la questione se potesse dipendere dalle troppe e noiose ore dedicate alle lezioni di patriottismo. E la preside non ebbe remore a confessare che, se le avesse cancellate, sarebbe stata licenziata.
L’affermazione della preside è la scena più importante del documentario secondo Talankin, “essendo impossibile entrare con una telecamera nelle scuole russe”.
Apprezzamenti e minacce
A noi le parole della preside danno il tenore del rischio che ha corso Talankin nel filmare e, a lavoro ultimato, a lasciare la Russia portando con sé il materiale attraverso un piano di fuga ben pianificato, ma non per questo meno rischioso, realizzato nel 2024. Se fosse finito nelle mani della polizia, sarebbe stato arrestato con l’accusa di tradimento.
Anche perché nel frattempo a Karabash – come apprendiamo ancora da The Guardian –, il materiale filmato aveva trovato un varco con le copie pirata e in molti erano riusciti a vederlo, apprezzandolo o denigrandolo e minacciando l’autore: “I genitori non sapevano davvero cosa venisse insegnato in queste classi. Alcuni mi hanno scritto per ringraziarmi, altri mi hanno detto che mi avrebbero spezzato le ginocchia la prossima volta che li avrei visti”.
Naturalmente anche le autorità locali non tardarono a scoprire il documentario e gli agenti dell’FSB (l’agenzia di intelligence statale), una volta recatisi alla scuola e riuniti i dirigenti scolastici e il corpo insegnante, dissero: “Questa persona non è mai esistita e non esiste, e non dovete contattarla; questo documentario non è mai esistito e non esiste, e non dovete commentarlo”.
La fuga
Tornando al piano di fuga, Talankin, il giorno dopo la consegna dei diplomi nella scuola, disse ai suoi colleghi, agli amici e alla madre (bibliotecaria nello stesso istituto) che sarebbe partito per una vacanza in Turchia per una settimana. Le copie del filmato le mise nel suo bagaglio con la speranza che non fosse perquisito alla frontiera russa.
Una volta in Europa, dove ha ottenuto asilo politico, Talankin ha terminato il montaggio del documentario insieme al regista statunitense David Borenstein, il quale, nel ritirare il premio BAFTA ed esaltando l’estremo coraggio dell’insegnante russo, ha commentato: “Non è un signor Nessuno! Ha voluto dimostrare quanto velocemente il totalitarismo possa prendere il sopravvento in una scuola o in un luogo di lavoro. La legge sul tradimento non lo ha fermato, né la macchina della polizia parcheggiata fissa davanti a casa sua”.
Esilio, pur di far conoscere la verità
Talankin ha sempre saputo che non potrà tornare a vivere in Russia. A seguito del successo del documentario, nel marzo 2026 le autorità russe lo hanno ufficialmente dichiarato “agente straniero”. Una nota del Ministero della Giustizia, senza citare il documentario, lo ha accusato di “aver diffuso false informazioni sulle decisioni e sulle politiche delle autorità russe” e di essersi opposto all’offensiva in Ucraina, come scritto da laRegione.ch.
In Italia
Mr. Nobody Against Putin sarà ufficialmente nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 16 aprile 2026, distribuito da ZaLab, sul cui sito è riportato il calendario del tour del documentario nelle principali città italiane, con proiezioni speciali e dibattiti in sala che vedranno la presenza, tra gli ospiti, del regista Andrea Segre.
Immagine: Pavel Talankin, nella locandina del suo documentario ‘Mr. Nobody Against Putin’ – photo by ZaLab

