Il CSM desecreta i documenti del fascicolo personale di Rocco Chinnici

Il Consiglio Superiore della Magistratura, in occasione del 35° anniversario dell’attentato al giudice Rocco Chinnici, dal 29 luglio 2018 rende pubblici sul proprio portale csm.it alla sezione per non dimenticare i documenti digitalizzati del fascicolo personale dello stesso Chinnici, gli atti autografi e, come informa il Csm “le sentenze relative ai procedimenti che si sono susseguiti nella ricerca della responsabilità dell’eccidio”.

Rocco Chinnici è stato il consigliere istruttore che ideò e diresse quello che poi fu chiamato il pool antimafia, la struttura collaborativa fra i magistrati nella quale confluirono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e il cui lavoro istruttorio portò al maxi processo di Palermo.

Il 29 luglio 1993 in via Pipitone Federico a Palermo esplose un’autobomba causando la morte di Rocco Chinnici, dei carabinieri della scorta al magistrato Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta e del portiere dello stabile dove viveva Chinnici, Stefano Li Sacchi.

La figlia di Chinnici, Caterina anch’essa magistrato, al margine della cerimonia di commemorazione della strage avvenuta a Palermo il 29 luglio 2018, ha dichiarato che confida che gli atti desecretati e pubblicati dal CSM possano chiarire i punti oscuri che ancora rimangono sull’attentato.  “ Ci sono tanti processi che si sono sviluppati nell’arco di 30 anni che hanno portato a una condanna definitiva dei responsabili – ha detto Caterina Chinnici – ma rimangono aspetti oscuri”.

 

 

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