Poveglia. L’isola che c’è per tutti

Poveglia è salva. L’isola della laguna veneziana con la vegetazione selvaggia e vecchi edifici in disuso da decenni, sarà di proprietà di un gruppo di veneziani, che l’hanno strappata dalle mani di un privato che vi avrebbe costruito un hotel di lusso.

Nel 2014, infatti, lo Stato italiano l’aveva messa all’asta al miglior offerente che l’avrebbe potuta gestita a suo piacimento per 99 anni. Appresa la notizia dalla stampa, molti residenti iniziarono a dare battaglia affinché Poveglia restasse libera da qualsiasi forma di privatizzazione e, quindi, di sfruttamento, dal turismo di massa, e mantenesse la sua autenticità.

Poveglia per tutti. Contro le aste

Nacque l’Associazione Poveglia per tutti, creata appositamente per contrastare le aste.

Poteva sembrare azione velleitaria è invece le quasi 5mila persone, che formano l’Associazione, hanno vinto e dal 1° agosto 2025 l’isola sarà della collettività tutta, che rappresenta come rimarcano gli organizzatori.

La concessione grazie al progetto socio-ambientale

L’Agenzia del Demanio, l’ente responsabile del patrimonio immobiliare dello Stato, ha decretato la concessione all’organizzazione per 6 anni a canone annuo agevolato, considerando idoneo il progetto socio-ambientale che la stessa ha presentato con il supporto di uno studio di progettazione di Vicenza.

Il progetto garantisce la valorizzazione di Poveglia o meglio di una parte dell’isola, la parte Nord, dove non ci sono edifici ed “è più agevole operare, ma l’obiettivo, nei sei anni della concessione, è di ampliare la progettazione con l’intervento anche nel resto dell’isola” spiega Mario Santi, membro dell’organizzazione.

Come tutto ebbe inizio

La mobilitazione da parte del gruppo di residenti è nata spontaneamente, racconta Patrizia Veclani, vice presidente di Poveglia per tutti. Era necessario partecipare all’asta e per intervenire occorrevano almeno 20 mila euro. Ma il crowdfunding lanciato ebbe talmente tanto successo che raccolse 450mila euro. Ma in quella prima asta non vinse nessuno.

“L’altro concorrente era l’impresa di Luigi Brugnaro – prosegue la vice presidente – lo stesso che da lì a pochi mesi sarebbe diventato sindaco. La commissione valutatrice si riunì e definì l’offerta più alta (non era la nostra) non congrua al valore del bene”.

Nel corso di questi 11 anni di battaglie l’Associazione, oltre a proseguire nella pratica della democrazia partecipata è ricorsa due volte al Tar.

La vittoria di un’idea nata per scommessa, cresciuta per l’orgoglio del bene comune

Poi il 2 luglio 2025 la decisone dell’Agenzia del Demanio che ha premiato il lavoro di questa Associazione “nata peer scommessa e cresciuta per orgoglio – come si racconta su Instagram -. Ma che ha assunto l’Isola di Poveglia come simbolo materico di una gestione dei beni della collettività oscillante tra abbandono e alienazione a cui abbiamo opposto la difesa partecipata di beni collettivi e la loro gestione con pratiche di sussidiarietà. Per ribadir che ciò che è di tutti rimanga di tutti”.

 

Immagine: Isola di Poveglia (Venezia) salvata dalla privatizzazione dal gruppo di cittadini dell’Associazione ‘Poveglia per tutti’ – photo by Instagram

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