Ossigeno per l’informazione. Il diritto di sapere

Se la libertà di stampa in Italia nel 2025 è scesa al 49° posto della classifica internazionale di RSF (Reporter Senza Frontiere) è per il grande numero di giornalisti minacciati, alcuni costretti a vivere da decenni sotto scorta.

L’Osservatorio di Ossigeno per l’informazione, che fra le sue attività, monitora il fenomeno, ne ha contati dal 2006 al 2024 quasi 8mila: per l’esattezza: “7550, una media di 478 ogni anno la stragrande maggioranza (1160) nel Lazio, 621 in Campania, 483 in Sicilia, 465 in Lombardia”.

Il prossimo 28 ottobre, Ossigeno presenterà a Roma il suo secondo rapporto aggiornato al 2025, ma nel proprio sito, in occasione dell’attentato al giornalista della Rai, Sigfrido Ranucci, ha anticipato la rilevazione più importante: quest’anno le intimidazioni contro i giornalisti sono aumentate del 78%, rispetto allo stesso periodo del 2024. Un incremento del 10% per le forme intimidatorie da parte di esponenti pubblici delle istituzioni locali (comunali o regionali), che ricorrono soprattutto alle famigerate querele temerarie.

Contro questo fenomeno Ossigeno per l’Informazione fornisce un servizio di assistenza legale che prevede anche una copertura totale e parziale delle spese, in collaborazione con l’Ong londinese Media Defence.

Dal 1960 ad oggi sono 30 i giornalisti uccisi per mano della mafia e del terrorismo, reporter che seguivano ad informare senza fermarsi davanti alle minacce.

Le loro storie sono riportate nella pagina Cercavano la verità, del sito Ossigeno per l’Informazione.

Il giorno 28 per la presentazione dell’aggiornamento è stato scelto per la sua prossimità  al 2 novembre, Giornata internazionale per porre fine all’impunità nei crimini contro i Giornalisti, decretata dalle Nazioni Unite.

 

Immagine: la giornalista Marilù Mastrogiovanni, querelata 9 anni fa da un sindaco, ancora in attesa dell’udienza finale – photo tratta da Ossigeno Informazione – Facebook

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