Mai più nel cielo di Roma. In ricordo dei desaparecidos

Per la seconda volta si accende il Faro di Roma  con la scritta  ‘Mai più’, ricordando le migliaia di persone scomparse per il Plan Condor, il sistema repressivo elaborato da varie dittature latinoamericani negli anni Settanta e Ottanta del Novecento.

Il 24 marzo 2022 a un mese esatto dall’invasione russa dell’Ucraina, al 46° anniversario del colpo di stato militare in Argentina  e al 78° dell’eccidio delle Fosse Ardeatina,  il cielo di Roma  s’illumina affinché “una luce esorti a non ripetere le violazioni dei diritti umani” nella Giornata della Memoria per la Verità e la Giustizia, istituita dal Congresso Nazionale Argentino nel 2002.

Dal 2006 il 24 marzo  Día de la Memoria por la Verdad y la Justicia in Argentina è una festa nazionale,  in ricordo dicevamo del colpo di stato che instaurò una feroce dittatura militare che durò fino al 1983.

Ad avviare a Roma l’iniziativa del Faro di Roma è stato Angelo Marasca, argentino che vive nella capitale da circa 10 anni. La scelta del Faro non è causale: fu infatti fatto costruire sul monte Gianicolo nel 1911 da un gruppo di italiani residenti in Argentina.

Marasca ha dichiarato all’agenzia spagnola Efe che “vedere quella luce che dice ‘mai più’ è una condanna morale per tutte quelle persone che hanno fatto tanto male”. Lui stesso appena dodicenne fu protagonista di un episodio violento quando venne minacciato da un gruppo militare armato che simulò la sua morte, mentre ne aveva 17 quando “Io e i miei amici eravamo in una piazza accanto alla scuola e una pattuglia della polizia è arrivata e ci ha rapiti: ci hanno portato in una stazione di polizia alla periferia di Buenos Aires, e lì siamo stati spogliati e torturati. Abbiamo trascorso quasi 12 ore in isolamento ed è stato in piena democrazia, nel 1985″.

Enrico Calamai, invece, in quegli anni terribili lavorava al Consolato italiano di Buenos Aires. Il suo compito, racconta a Efe, era preparare passaporti e documenti per far rimpatriare gli italiani “se necessario”. Riuscì a rilasciare i documenti a più di 300 perseguitati dal regime argentino che si salvarono lasciando il Paese. Calamai si è guadagnato così il soprannome di  Schindler di Buenos Aires.

Il Piano Condor è stato ideato dai militari argentini con i regimi dittatoriali del Cile, Brasile, Paraguay, Uruguay e Bolivia e Calamai ricorda bene le vittime, spesso silenziose, e i tanti desaparecidos di quegli anni.

Insieme a Marasca il diplomatico ha partecipato all’illuminazione del Faro di Roma per ricordare gli scomparsi e le madri e le nonne di Plaza de Mayo, ma anche tutte le vittime delle guerre. E quest’anno con la guerra in Ucraina si augurano che il loro messaggio risuoni ancora più forte “un mai più affinché la guerra cessi e non vi siano più violazioni dei diritti umani”.

Marasca è presidente dal Comitato Cittadino Roma ricorda i Desaparecidos Madres e Abuelas che promuove  l’accensione avvenuta alla presenza dell’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor.

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