In fondo al pozzo. Zerocalcare racconta la storia di Ilaria Salis

Il fumetto In fondo al pozzo, che l’autore Zerocalcare ha incentrato sulla vicenda di Ilaria Salis, è stato pubblicato il 12 gennaio 2024 dalla rivista cartacea Internazionale, la stessa testata che ora ne rende possibile la lettura gratuitamente dal suo sito online.

La 39enne italiana, Ilaria Salis appunto, è da 11 mesi in una prigione di Budapest (Ungheria) ma è al centro dell’attenzione generale soltanto da pochi giorni, dopo che sono apparse le sue immagini in aula per il processo, con i piedi e le mani incatenate e, di fatto, portata al guinzaglio.

L’accusa rivolta alla Salis è di lesioni a due persone che hanno ricevuto una prognosi di pochi giorni e, sembra, non abbiano sporto denuncia nei suoi confronti. La giovane non è stata arrestata in flagranza, ma dopo alcune ore, l’11 febbraio 2023, durante il Giorno dell’Onore, uno dei più importanti raduni neonazisti europei dal 1997. Ilaria Salis aveva partecipato alla contromanifestazione.

Il processo è iniziato lo scorso 29 gennaio, aggiornato al prossimo 24 maggio.  Secondo la magistratura ungherese le vittime hanno subito “atti potenzialmente in grado di causare la morte” e Ilaria ha agito nell’ambito di un’associazione a delinquere tedesca, l’Hammerband: accuse punibili con una pena di 16 anni di prigione.

Le condizioni critiche in carcere di Ilaria Salis, tra sporcizia, topi, scarafaggi, isolamento, impossibilità di telefonare e angherie psicologiche sono comuni a tutti i detenuti in Ungheria, Paese da tempo condannato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e dal Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa, per la situazione degradante e disumana delle sue carceri.

Il fumettista Zerocalcare nel suo In fondo al pozzo descrive la vicenda di Ilaria Salis come – recita il sottotitolo – una storia di nazisti, galera e responsabilità”

Gli interessati alla lettura troveranno il fumetto  QUIIn fondo al pozzo.

 

Immagine: dal fumetto ‘In fondo al pozzo’ di Zerocalcare, dalla pagina Facebook di Internazionale 

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