Israele. La cittadinanza a Gino Bartali e la partenza del Giro d’Italia 2018

A Gino Bartali sarà concessa la cittadinanza onoraria postuma d’Israele. La nomina avverrà, nel corso della cerimonia organizzata insieme alla Israel Cycling Academy , il 2 maggio 2018.  L’annuncio, partito dal sito Pagine Ebraiche, è stato confermato da Simmy Allen, portavoce dello Yad Vashen il Museo della Shoà di Gerusalemme.

Già Giusto tra le nazioni dal 2013, il grande campione del ciclismo italiano, nel periodo della seconda guerra mondiale e l’occupazione nazista, contribuì alla salvezza di 800 ebrei, partecipando alla rete di salvataggio  organizzata a Firenze dal rabbino Nathan Cassuto e dall’arcivescovo Elia Angelo Dalla Costa.

Mentre fingeva di allenarsi, Gino Bartali (nella foto a lato), trasportava molti documenti – nascosti nel telaio e nel manubrio della sua bicicletta –  per fornire nuovi passaporti agli ebrei e alle altre persone in pericolo, salvandogli, così, la vita. Le gesta eroiche di Bartali sono raccontate nel libro Gino Bartali, mio papà (ed. Lìmina), scritto dal figlio, Andrea Bartali.

Giro d’Italia 2018, per la prima volta fuori dall’Europa. La prima tappa è per Bartali

Sempre da Gerusalemme, il 4 maggio, partirà il Giro d’Italia 2018 e sarà la prima volta che la gara ciclistica prenderà il via fuori dall’Europa, dedicando questa prima tappa a Gino Bartali.
La seconda tappa vedrà il Giro partire da Haifa e raggiungere Tel Aviv. La terza tappa del Giro si snoderà da Be’er Sheva a Eilat.  Dopo di che le squadre del Giro si trasferirà in Italia e riprenderà la corsa dalla Sicilia, per terminare la gara, tappa dopo tappa, il 27 maggio 2018 a Roma, dove sarà incoronato il vincitore di questa 101° edizione del Giro.

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Una risposta

  1. Giuseppe ha detto:

    Passare ore seduti su una sella, respirando a pieni polmoni, scalando montagne, percorrendo pianure, sotto la pioggia o il sole rovente è un’esperienza unica. Ricordo la prima volta che venni ammesso a un gruppo di ciclisti, fiero delle mie gambe allenate, che reggevano il passo. Imparai i messaggi che ci si scambiano…attenzione buca fu il primo. E poi come dimenticare quell’effetto tunnel per cui il gruppo ti aspira e corri a 50 km all’ora e manco te ne accorgi! Un ciclista è un cavaliere di un ordine non scritto, fiero della sua libertà e della forza delle sue gambe e della sua fedele bici, uniti per raggiungere mete lontane! Andare in bici è una weltanschauung. Un ciclista è un uomo libero e naturalmente ama la giustizia.

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