Finlandia e Danimarca protagoniste del laboratorio sociale europeo

Il laboratorio sociale del Nord Europa è in fermento. Mentre la Finlandia annuncia la fine precoce del reddito di base sperimentale, in Danimarca la gig economy  (i cosiddetti lavoretti) fa le prove generali di lavoro regolamentato, con una base minima salariale e tanto di contributi.

A poco più di un anno dall’introduzione del reddito base, la Finlandia ha deciso che non adotterà il sussidio come sistema definitivo.
Il reddito di base sperimentale, partito nel Paese il 1° gennaio 2017, ha previsto 560 euro mensili per i disoccupati. Sono stati coinvolti 2 mila cittadini senza lavoro, scelti tra coloro che già percepivano il sussidio di disoccupazione.  L’esperimento prevedeva una seconda fase, ossia l’ampliamento del reddito anche agli occupati dal 2019. Di questi giorni, invece, la notizia della sua fine prematura.
A comunicare il dietrofront è stato  Petteri Orpo, ministro delle Finanze di Helsinki,  in un’intervista al quotidiano Hufvudstadsbladet ,  spiegando che l’insuccesso  dell’esperimento è, probabilmente, dovuto alla cifra del reddito,  risultata troppo alta rispetto al sistema troppo rigido:   portava, secondo Orpo, il beneficiario a non cercare lavoro. Ora il Governo finlandese sta pensando a nuove soluzioni sperimentali di welfare.

Invece in Danimarca…

In Danimarca, invece è stato siglato il contratto collettivo tra la start up Hilfr, che offre servizi di pulizia, e 3F il maggiore sindacato danese. Il contratto che entrerà in vigore il 1° agosto 2018, prevede una paga oraria minima di 19 euro e i contributi previdenziali, da cui la copertura per le ferie e per le eventuali malattia.  Il contratto collettivo prevede 2 figure di lavoratori: i super Hilfr e i freelance. La piattaforma non offre lavoro a tempo perso, bensì un’occupazione che, per orario e numero di ore, ha le caratteristiche del lavoro dipendente.
Il contratto avrà un periodo di prova di un anno, al termine del quale l’azienda e il sindacato si rincontreranno per valutarne la riuscita.
Come ha affermato Steffen Wegner Mortensen (nella foto a lato), uno dei fondatori della piattaforma Hilfr, “con quest’accordo si dimostra che tutti possono beneficiare della nuova tecnologia senza compromettere i diritti e le condizioni di lavoro”.

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