Trapianti. Bagno enzimatico per organi universali

C’è una grande richiesta non esaudita di organi per i trapianti anche perché è difficile trovare compatibilità tra quello del ricevente e quello del donatore e, quindi, superare il rischio del rigetto.

Due i fattori fondamentali che rendono idoneo un trapianto: le dimensioni dell’organo e la compatibilità del gruppo sanguigno tra donatore e ricevente.

Il gruppo sanguigno

Il gruppo sanguino è ereditario e si identifica per le molecole che presenta sulla superficie dei globuli rossi; sono gli antigeni che vengono classificati secondo il sistema AB0 (Abzero), determinando il tipo di gruppo sanguino dell’individuo in stretta relazione con gli anticorpi nel sangue e, quindi, con l’attivazione del sistema immunitario.

Il gruppo A si caratterizza per l’antigene A sulla superficie dei globuli rossi e gli anticorpi anti-B nel sangue. Esattamente al contrario avviene con il gruppo B (anticorpi anti – A). Il gruppo AB ha antigeni A e B ma non ha anticorpi nel sangue. Il gruppo 0, invece, non presenta antigeni e ha presente nel sangue sia gli anticorpi anti A sia gli anti-B. Per questo il gruppo sanguigno di tipo 0 è considerato universale e chi lo possiede può donare il sangue e gli organi a chiunque: non contiene antigeni che attivano il sistema immunitario dell’altro causando rigetto. Così come il gruppo delle persone con sangue di tipo AB possono ricevere organi da chiunque perché possiedono gli antigeni A e B.

Sia per le trasfusioni di sangue sia per i trapianti d’organo la compatibilità tra donatore e ricevente è, dicevamom fondamentale, posto che il sistema immunitario di ciascuno reagisce in presenza di sangue che non riconosce come proprio.

L’organo universale

Ora uno studio di un team di scienziati canadesi, pubblicato su Science Translational Medicine, apre la strada ad una nuova speranza: la possibilità di rendere l’organo del donatoresempre che sia delle giuste proporzioni per il riceventeuniversale, ossia adatto ad ogni richiedente.

Come? Sottoponendolo a un trattamento enzimatico che eliminerebbe gli antigeni che producono il rigetto.

Lo studio, prima firma il ricercatore di chirurgia toracica, Aizhou Wang, descrive come un trattamento enzimatico ex vivo ha convertito i polmoni donati alla scienza di gruppo sanguigno A, in polmoni di gruppo sanguigno 0, ossia universale, sottoponendo ad una perfusione dei due enzimi, FpGalNAc deacetylase e FpGalactosaminidase.

In 4 ore di applicazione il mix di enzimi ha rimosso il 97% degli antigeni, portando al minimo le possibilità di rigetto dell’organo in caso di trapianto. Convertendolo appunto in un organo universale.

Il trattamento agli enzimi, sostengono gli autori dello studio, può essere applicato per qualsiasi organo.

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