La Maddalena di Donatello. Lipodistrofia nella storia dell’arte
La Maddalena penitente, scolpita da Donatello tra il 1453 e il 1455, è stata oggetto di una approfondita ricerca condotta dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, l’Osservatorio Malattie rare e il Ministero della Cultura il cui risultato svela la probabile lipodistrofia raffigurata, involontariamente, dalla statua; si tratta di una malattia rara che porta alla perdita del tessuto adiposo sottocutaneo non recuperabile. Lo studio italiano è stato pubblicato sulla rivista Journal of Endocrinological Investigation.
La paleopatologia e la lipodistrofia
La paleopatologia indaga sulle malattie antiche attraverso le fonti indirette come le opere d’arte o i documenti storici e/o fonti dirette come i resti biologici. Per ricostruire la storia delle malattie umane molte opere d’arte come le pitture e sculture egizie, greche e romane sono una fucina di informazioni per le loro caratteristiche che combaciano con i sintomi di svariate malattie, come nel caso della Maddalena di Donatello.
La lipodistrofia, spiega l’Osservatorio Malattie Rare (OMaR) che ha reso noto lo studio, causando la perdita del tessuto adiposo, per contro comporta il suo l’accumulo in altri organi, soprattutto nel fegato, determinando disfunzioni epatiche, disturbi metabolici e problemi cardiaci. Malattia congenita di carattere ereditario o acquisita, come accade ai pazienti di HIV e più esatto parlare di lipodistrofie, per le varianti, generalizzate o parziali dipendentemente dalla portata della perdita di grasso.
La Maddalena secondo Jacopo da Varagine
I paleopatologi sono partiti dalla raccolta agiografica Legenda Aurea, compilata nella prima metà del XIII secolo del monaco domenicano ligure e arcivescovo di Genova, Jacopo da Varagine, e ancora oggi fonte imprescindibile per l’interpretazione della simbologia e iconografia delle opere pittoriche.
Riguardo alla Maddalena, discepola di Gesù e venerata dalla Chiesa cattolica la Legenda riporta l’esistenza che condusse dopo la crocifissione, quando si recò in Francia per diffondere la parola di Cristo e, poi, ad Aqui, dove visse come un’eremita all’interno di una grotta per altri trent’anni, ed è questa la versione che ha ispirato Donatello.
La modella, anziana ma non solo
L’artista fiorentino (1386-1466) ci ridona realisticamente una Maddalena lontana, ormai, dalla bellezza della sua gioventù e profondamente provata dalle difficoltà e disagi della vita eremitica: volto emaciato, capelli arruffati, occhi stanchi e infossati nelle orbite sporgenti e pronunciate ma gambe e, soprattutto, braccia tornite e muscolose, in contrasto con in resto del magrissimo corpo.
La modella scelta da Donatello, non era soltanto una donna anziana, evidenziano i paleopatologi, ma affetta da lipodistrofia.
Lo ricavano “dai segni distintivi della lipodistrofia: marcata perdita di grasso, muscolatura visibile, vene sporgenti e un aspetto invecchiato e segnato dalle intemperie ben oltre la sua età presunta – precisa OMaR -. Non si possono escludere spiegazioni alternative – anoressia, ipertiroidismo, malnutrizione o malattie croniche – soprattutto dato il contesto di guerra e carestia del XV secolo. Tuttavia, uno sguardo comparativo al precedente San Giovanni Battista in legno di Donatello (1438), rivela una figura giovane e robusta nonostante simili temi eremitici, suggerendo che l’estrema emaciazione della Maddalena sia stata una scelta deliberata”.
Storia dell’arte e semiotica clinica
“Sebbene non sia possibile diagnosticare definitivamente la lipodistrofia nella Maddalena di Donatello, la statua offre un’interessante intersezione tra storia dell’arte e semiotica clinica”, spiega il professor Marco Cappa, responsabile dell’unità di ricerca Terapie innovative per le endocrinopatie del Bambino Gesù, autore dello studio insieme a Enrico Orzes, giornalista di OMaR, e a Marta Mazza, del Ministero della Cultura -. La Maddalena esemplifica come l’arte visiva possa insegnare e ispirare una rigorosa osservazione clinica e un dialogo multidisciplinare, arricchendo sia la formazione medica che la comprensione culturale”.
Immagine: la Maddalena penitente scultura lignea di Donatello, oggi esposta al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze

