Contro l’infertilità maschile. Lo sperma umano prodotto in laboratorio

Diventa sempre più probabile la possibilità di riprodurre in laboratorio lo sperma umano per risolvere l’infertilità maschile incurabile, che riguarda, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 17,5% della popolazione adulta mondiale. Mentre in Italia, come già riportato su abbanews.eu,   circa il 15% delle coppie (più dii 1 su dieci) ha problemi di fertilità e per il 50% il problema è anche maschile, nel 20% delle coppie solo maschile.

Da tempo si studia la possibilità di replicare la spermatogenesi (il processo di maturazione delle cellule germinali maschili nei testicoli). Se ne occupa soprattutto il gruppo di ricercatori del Dipartimento di Bioingegneria dell’irlandese Università di Limerick, guidato da Eoghan Cunnane, che ha descritto lo stato dell’arte della loro ricerca e sperimentazione su theconversation.com.

L’inspiegabile infertilità idiopatica

Per rimediare alla infertilità idiopatica che lo scienziato definisce inspiegabile, tentano la produzione di sperma umano da tessuto testicolare ingegnerizzato in laboratorio.

Attualmente si tenta di risolvere la forma idiopatica attraverso il recupero chirurgico degli spermatozoi con l’apertura chirurgica di testicoli, per recuperare spermatozoi vitali da utilizzare in tecniche di riproduzione assistita come la fecondazione in vitro. Tuttavia, precisa Cunnane, il successo dell’invasivo intervento non è garantito, considerando che in alcuni casi la probabilità di trovare anche un solo spermatozoo utilizzabile è del 40%. L’unica chance è, allora, il ricorso allo sperma di un donatore.

Alla radice del problema

“Per affrontare il problema dell’infertilità maschile, gli scienziati devono arrivare alla radice del problema e sviluppare soluzioni che ripristinino la fertilità naturale” è la spinta che sostiene il lavoro del gruppo della Limerick.

La prima fase della sperimentazione è stata obbligatoriamente – per limiti etici e biologici – compiuta su modelli preclinici. Serviva studiare i testicoli umani, e i ricercatori hanno proceduto con tessuti ex vivo (umani o animali studiati fuori dal corpo), colture cellulari in vitro e modelli animali, come roditori e primati.

Pur riuscendo a produrre spermatozoi in laboratorio da tessuto testicolare di topo, rimanevano nell’ ambito della inaffidabilità, perché la produzione dello sperma umano e molto diversa e meno efficiente rispetto a quella di altri mammiferi. Per progredire gli scienziati avevano bisogno di modelli preclinici che imitassero i testicoli umani e la loro capacità di produrre spermatozoi.

La replica della funzione testicolare

Dopo aver compreso il funzionamento del tessuto testicolare analizzando campioni di tessuto umano fornito da diversi donatori, gli scienziati hanno trasmesso la conoscenza acquisita al modello che replica il tessuto testicolare biologicamente, meccanicamente e strutturalmente, combinando biologia, ingegneria meccanica e scienza dei materiali.

L’obiettivo ultimo è creare un modello che sia in grado, oltre di imitare la funzione testicolare, a produrre spermatozoi umani vitali in laboratorio per risolvere il problema delle fertilità maschile. E gli scienziati, sulla base dei risultati finora ottenuti, pronosticano di riuscirci nell’arco dei prossimi dieci anni.

“Non si tratta solo di un esperimento scientifico – conclude il suo articolo Cunnane -.  Si tratta di ridare speranza a coloro per i quali gli approcci medici esistenti non hanno trovato risposte”.

 

Immagine: lo scienziato Eoghan Cunnane, guida del gruppo di ricercatori dell’irlandese Università di Limerick dove portano avanti una promettente sperimentazione sulla replica della spermatogenesi in laboratorio 

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