Antonella Fioravanti, l’unico scienziato civile che studia l’antrace. E vince

Antonella Fioravanti è il primo scienziato di nazionalità straniera a vincere il premio dell’Accademia reale delle Scienze belga come più promettente giovane scienziato dell’anno. Il premio è assegnato ogni anno dalla rivista scientifica EOS e dall’Young Academy.

L’importante riconoscimento, l’Eos Pipet 2020, le è stato conferito, per la ricerca pioneristica sui batteri multi-resistenti, pubblicata nel luglio 2019 su Nature Microbiology.

Nello specifico, lo studio condotto da Fioravanti ha indagato sull’antrace, o meglio sulla ‘armatura’ del batterio contro il quale la scienziata ha sviluppato il sistema per distruggerlo: una tecnica che spoglia il batterio dalla sua armatura proteica – finora impenetrabile – attraverso i nano-corpi trovati nel sangue dei camelidi (una famiglia di animali tra cui troviamo i cammelli, i lama, gli alpaca).

Trentasettenne, di Prato, Antonella Fioravanti è una microbiologa alla Vrje Universiteit di Bruxelles. Formatasi in Italia, il Belgio è “la sua casa” da 6 anni. È qui che la scienziata italiana, come ha dichiarato in un video messaggio, ha potuto realizzare “la ricerca dei miei sogni: studiare il famigerato batterio. E sono stata in grado di trovare un trattamento per la malattia”, provocata dall’antrace:  attaccando quell’armatura, di cui dicevamo, che “è una specie di esoscheletro per il batterio senza i quale non può vivere. Fino ad ora l’armatura delle proteine con cui il batterio Bacillus anthracis – potenzialmente letale – si avvolge si è dimostrata impenetrabile e gli antibiotici.

Quando parliamo di antrace, il pensiero corre alle famigerate e minacciose lettere anonime contenenti polvere bianca (d’antrace) tristemente note dall’attentato newyorkese dell’11 settembre 2001, in poi. La polvere bianca se inalata, entra velocemente nel flusso sanguigno e può portare a sepsi mortale nell’arco di pochi giorni. Inoltre i batteri dell’antrace hanno vita lunghissima: nelle condizioni ottimali – ambienti caldi e umidi dove trovano nutrimento – possono sopravvivere per lunghissimo tempo –  per secoli addirittura – e nessun indagine scientifica finora ha prodotto i promettenti risultati dello studio della nostra scienziata.

Per questo la giuria del riconoscimento belga l’ha premiata considerando il suo studio “un risultato fantastico non solo nella lotta contro l’antrace ma anche per il trattamento di altre malattie causate da batteri con un’armatura simile. In definitiva la sua ricerca potrebbe portare a un nuovo trattamento delle infezioni con questo tipo di batteri, multi-resistenti”.

Infatti, Antonella Fioravanti continua la ricerca usando nanobodies. I test sui topi, infatti, danno risultato promettenti: tutti gli animali testati si sono ripresi. E amplia la sua indagine su altri agenti patogeni con armature simili a quella dell’antrace, tra cui i batteri ospedalieri, antibiotici resistenti che tanti problemi – spesso irrimediabili – causano ai pazienti; la sua indagine potrebbe portare a un nuovo trattamento finalmente efficace.

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