A un anno dal primo trapianto di un occhio intero. Lo stato dell’arte
Occhio interno – L’intervento di trapianto parziale al volto, che per la prima volta ha compreso anche un bulbo oculare realizzato nel maggio 2023 a New York è stato, come è noto, un grande successo chirurgico ma sembra impossibile che si realizzerà la speranza del ricevente, Aaron James, di tornare a vedere.
Per la prima volta
Anche Eduardo Rodriguez – il medico alla guida dell’équipe chirurgica della NYU Langone Health di New York che ha condotto l’operazione, durata 21 ore e che ha richiesto la partecipazione di 140 chirurghi – un po’ ci sperava. Nel novembre 2023, a notizia dell’intervento diramata, il medico dichiarava a reuters.com che il paziente mostrava “segni importanti di salute, tra cui vasi sanguigni ben funzionati e una retina dall’espetto promettente”. E rimarcava come “il solo fatto di aver trapiantato un occhio è un enorme passo avanti, qualcosa a cui si è pensato per secoli, ma che non è mai stato eseguito”. Finora, infatti, la chirurgia era stata in grado di trapiantare solo la cornea, lo strato trasparente anteriore dell’occhio.
James – veterano 46enne dell’Arkansas, sopravvissuto a un grave incidente sul lavoro che gli aveva distrutto il lato sinistro del viso, il naso, la bocca e l’occhio, – pur non avendo ancora riacquistato la vista, mostrava fiducia. E Lo stesso Rodriguez, dicevamo, non ne escludeva la possibilità: “Se si verificasse una qualche forma di ripristino della vista, sarebbe meraviglioso – aveva commentato per poi aggiungere – ma l’obiettivo per noi era eseguire l’operazione tecnica”.
Da subito, naturalmente, si considerava che l’occhio trapiantato molto probabilmente non sarebbe riuscito a comunicare con il cervello attraverso il nervo ottico – sebbene la retina rispondesse alla luce – ma lo stesso Rodriguez aveva specificato: “Non credo che nessuno possa affermare che lui vedrà. Ma allo stesso modo, non possono affermare che lui non vedrà”.
A più di un anno dal trapianto, il 9 settembre 2024 è stato pubblicato sul Journal of the American Medical Association (JAMA), lo studio (prima firma, Daniel J. Ceradini) che rivela i risultati clinici conseguiti e le scoperte avvenute grazie all’intervento.
James è tornato alla vita quotidiana in Arkansas, riferisce nyulangone.org, il sito del nosocomio newyorkese. L’occhio trapiantato ha mantenuto una pressione e un flusso sanguigno normali nel tempo, contrariamente ai risultati dei modelli animali di trapianti di occhio intero, in cui l’organo spesso si è rimpicciolito in modo significativo.
“Sebbene l’occhio trapiantato non abbia riacquistato la vista, l’elettroretinografia, un test che misura la risposta elettrica della retina alla luce, continua a mostrare una risposta dei fotorecettori, indicando che i bastoncelli e i coni, le cellule nervose sensibili alla luce nell’occhio, sono sopravvissuti al trapianto. Questa risposta elettrica converte la luce in segnali che alla fine il cervello potrebbe interpretare per la vista, dando speranza per il futuro dei trapianti di occhio intero, con l’obiettivo di ripristinare la vista”.
James, a tempo debito, era stato avvisato dai medici della grande difficoltà di tornare a vedere con l’occhio trapiantato e aveva risposto loro: “Anche se non ci vedrò, forse almeno tutti voi potete imparare qualcosa per aiutare la persona successiva”
Ed è questa la strada che stanno percorrendo i medici e i ricercatori. Dopo più di un anno di monitoraggio costante del paziente, il dottor Rodriguez, nello studio pubblicato, ribadisce che le scoperte derivate dall’esperienza “segnano risultati iniziali promettenti, gettando le basi per ulteriori progressi e ricerche in corso”.
Nessun episodio di rigetto
James non ha subito episodi di rigetto dell’organo trapianto. “Il nostro approccio metodico al processo di abbinamento, assicurando che Aaron ricevesse il donatore compatibile più favorevole, insieme al nostro esclusivo regime di immunosoppressione – ha spiegato Rodriguez, – ha stabilito lo standard per eliminare ed evitare episodi di rigetto precoce”
“Tuttavia, non è stata possibile vedere la luce e un danno evidente al nervo ottico ha causato una perdita di tessuto retinico durante la guarigione dell’occhio”.
Gli autori sottolineano che sono necessari ulteriori test per trarre conclusioni più definitive da queste misurazioni iniziali.
Nuova procedura
Lo studio JAMA, descrive in dettaglio l’intervento chirurgico che ha utilizzato tecniche microchirurgiche innovative, dispositivi chirurgici personalizzati e terapie basate sulle cellule. Questa procedura ha incluso il primo tentativo di iniezione di cellule staminali in un nervo ottico umano durante il trapianto, con l’obiettivo di migliorare la rigenerazione del nervo. Il team nota anche le sfide di un trapianto combinato di occhio intero e viso parziale, ma dimostra che la procedura può ripristinare funzioni e strutture importanti per il paziente.
Naturalmente con gli autori sottolineano come “lo studio è il primo a dimostrare la fattibilità del trapianto dell’intero occhio in concomitanza con un trapianto del viso e i risultati che stiamo osservando dopo questa procedura sono piuttosto incredibili e potrebbero aprire la strada a nuovi protocolli clinici e ispirare ulteriori ricerche sui trapianti complessi che coinvolgono organi sensoriali critici”.
Ma James è tornato alla vita
Per James, i momenti salienti dell’anno appena trascorso sono stati segnati da traguardi che la maggior parte delle persone dà per scontati: niente più sguardi da parte di estranei, la possibilità di gustare di nuovo cibi solidi e persino i semplici piaceri dell’olfatto. Ora può concentrarsi su ciò che conta di più: mandare sua figlia, Allie, al college.
“Sono tornato praticamente a essere un ragazzo normale, a fare cose normali. Tutto sommato, però, questo è stato l’anno più trasformativo della mia vita. Mi è stata data la possibilità di una seconda possibilità e non do per scontato neanche un momento”. E a fare “da apripista a una nuova strada nel campo medico”.
Immagine: dopo aver ricevuto un trapianto di occhio intero e di parte del viso, il primo caso di questo tipo al mondo, Aaron James (secondo da destra, accanto al dottor Rodriguez, a capo dell’ équipe di 140 chirurghi impegnati nell’intervento ) sta ottenendo una seconda possibilità di vita dopo un grave incidente elettrico ad alto voltaggio – photo by STAFF NYU LANGONE

