Il mondo degli Aspie raccontato da Tony Attwood

Noi desideriamo un mondo in cui la diversità nel modo di percepire e rapportarsi con la realtà sia messa a frutto della società e non emarginata. Questa è la nostra missione. (Spazio Asperger).

Tony Attwood, psicologo clinico, è conosciuto a livello internazionale per la condivisione della sua profonda conoscenza sulla sindrome di Asperger. Ha scritto molte pubblicazioni ed il suo libro “La Sindrome di Asperger” è stato tradotto in molte lingue. Attwood, oltre al suo lavoro di psicologo clinico, supporta i bambini e gli adulti, visitandoli a casa e a scuola. Il suo maggiore obiettivo è quello di rendere familiare la sindrome di Asperger a livello sociale.

Come sottolinea più volte con la chiarezza e l’umanità che lo contraddistingue, nessuno deve rinunciare alla propria identità. Comprendersi è la chiave maestra per accettarsi e vivere a pieno in modo consapevole e appagante, senza sentirsi sbagliati,come se si fosse difettosi. Essere Aspie è ri-conoscersi e vivere a pieno la propria identità. Il ventaglio delle persone Aspie che hanno raggiunto traguardi eccelsi a livello professionale e artistico, è molto ampio. Da Tim Page, critico e autore, vincitore del Premio Pulitzer, a Vernon L.Smith, premio Nobel per l’Economia, alla cantante Susan Boyle, solo per citare alcuni nomi.

Abbanews ha avuto l’onore di intervistare il Prof. Attwood.

Potrebbe descrivere la sindrome di Asperger?

Ci sono specifici criteri diagnostici per la sindrome di Asperger, ma a volte, io uso semplicemente una frase: la persona con la sindrome di Asperger sembra aver trovato aspetti della vita più godibili della socializzazione.

In ogni modo questa è una descrizione troppo breve e, nella valutazione diagnostica, i medici esaminano l’abilità della persona di capire le persone, di leggere il linguaggio del corpo, le convenzioni sociali e di fare amicizie. Il concetto di reciprocità che rappresenta l’equilibrio nell’interazione tra due persone è molto importante per le persone con la sindrome di Asperger.

Da un lato sono molto timidi e ritrosi, sfuggendo alla socializzazione e dall’altro si sentono motivati e desiderosi di entrare in contatto con gli altri, nonostante non siano bravi nell’interpretazione delle chiavi di lettura dei comportamenti sociali. Per esempio, gli argomenti delle loro conversazioni, potrebbero apparire noiosi, imbarazzanti o inappropriati. Inoltre, mostrano alti livelli di ansia e sono soliti creare dei rituali e seguire comportamenti ripetitivi. Possiedono interessi specifici speciali che sono affascinanti e manifestano una sensibilità particolare verso i suoni.

Come è possibile riconoscere la sindrome durante l’infanzia? Esistono casi in cui la sindrome è stata diagnosticata in età post adolescenziale, lasciando il ragazzo/a e la famiglia, in una situazione di totale inconsapevolezza.

La sindrome di Asperger può essere diagnosticata già nella prima infanzia. Abbiamo notato che le bambine con la sindrome di Asperger mostrano una maggiore capacità di osservazione e di analisi rispetto ai bambini, così come nell’apprendere le abilità sociali e a svilupparle mediante l’imitazione. Spesso la diagnosi nelle bambine non viene effettuata prima dei 10 anni, mentre nei bambini viene diagnosticata già negli anni della scuola primaria.

Noi esaminiamo i comportamenti attesi da un bambino di una determinata età e notiamo il livello di successo e coinvolgimento sociale, specialmente con i coetanei. La difficoltà può risiedere nel fatto che la persona può essere molto abile nel relazionarsi con gli adulti e quando si incontra il medico per una valutazione diagnostica, il loro coinvolgimento sociale è abbastanza buono: Le caratteristiche della sindrome di Asperger sono più evidenti nel rapporto dei coetanei, che con gli adulti.

I medici non specializzati in questa sindrome, la conoscono sufficientemente per suggerire alle famiglie una valutazione diagnostica?

Questa domanda mi porta al punto successivo, vale a dire, che i medici possono avere familiarità con i Disturbi dello Spettro autistico, ma molti potrebbero non essere formati in merito alle caratteristiche della sindrome di Asperger. Gradualmente, i medici stanno acquisendo maggiore familiarità, ma potrebbero trascorrere molti anni prima che i genitori trovino finalmente un medico che conosca la sindrome e sia in grado di dare una valutazione diagnostica approfondita e di confermarne le caratteristiche.

Le persone con sindrome di Asperger possono condurre una vita “normale”?

Le persone con sindrome di Asperger possono condurre una vita normale e di successo, portando avanti una relazione a lungo termine, diventando genitori e godendo di una carriera di successo. In termini sociali, questa è una vita molto normale. Da altra parte, altre persone potrebbero non essere consapevoli della quantità di sforzo intellettuale che si spende nella socializzazione e del supporto che proviene dai familiari, dal partner o dai colleghi al lavoro.

La sindrome di Asperger può essere curata o è necessario imparare a gestirla? Gli Aspie sono consapevoli della loro sindrome?

Penso che chi ha la sindrome di Asperger diventa consapevole della propria diversità, tra i cinque e gli otto anni. Come clinico, incoraggio le persone con la sindrome di Asperger ad accettare le loro differenze; ad essere quello che io definisco “Aspie di prima classe”, e non un neurotipico (termine utilizzato convenzionalmente per definire le persone non affette da nessun grado di autismo n.r) “di seconda classe”. Cioè, io incoraggio auto-accettazione e la comprensione di sé.

Potrebbe darci dei consigli in merito al comportamento migliore con le persone affette da Asperger per farli sentire maggiormente a proprio agio?

Il mio consiglio è quello di non sconvolgersi quando le persone sembrano illogiche, invadenti o particolarmente emotive. È importante imparare come comportarsi in società, ma senza rinunciare all’orgoglio in chi si è.

Per saperne di più

Tony Attwood webisite

Spazio Asperger

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