Oggi tutti noi siamo Patrick. Io sono Patrick. Je suis Patrick

Martedì 15 giugno 2021 si è svolta presso l’ Aula Convegni della Macroarea di Ingegneria dell’Università di Roma Tor Vergata una seduta di laurea “speciale”. Perché usiamo l’aggettivo “speciale”? Ogni seduta di laurea lo è, un momento indimenticabile per docenti, discenti e gli affetti più cari delle neolaureate e dei neolaureati.

Tuttavia ieri, suddetto momento accademico, ha assunto una valenza universale poiché il Presidente della Commissione di Laurea Magistrale in Ingegneria Elettronica, il prof. Marcello Salmeri ha dedicato la giornata a Patrick Zaki, alla sua lunga ingiusta detenzione, proprio in occasione della ricorrenza del compimento di 30 anni di età dello studente dell’Università di Bologna.

Di seguito, il discorso di Marcello Salmeri, Coordinatore del Corso di Studi in Ingegneria Elettronica, sia come omaggio al trentesimo anno di età dello studente Zaki, sia come simbolo di una sorta di tam tam tra università per non dimenticare la sua condizione e stimolare la richiesta di liberazione (Discorso conclusivo seduta di Laurea Magistrale in Ingegneria Elettronica).

Alla fine del discorso, che è terminato con “Noi siamo Patrick. Io sono Patrick”, il Presidente e tutti i laureandi si sono coperti il viso con l’immagine dello studente di Bologna.

Un seduata di laurea “speciale” che potrebbe diventare la “capostipite” di tutte le sedute di laurea del 2021 in cui tutti sono Patrick Zaki.

Per Patrick Zaki

 

L’intera comunità dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna è unita e risoluta nel chiedere che lo studente Patrick George Zaki possa al più presto ritornare in Europa per completare il suo percorso accademico all’interno del Consorzio del Master europeo GEMMA in Women’s and Gender Studies. Auspica inoltre, più in particolare, che gli sia concesso di far ritorno a Bologna, città di cui è divenuto cittadino onorario.”

Sono le parole che a settembre 2020 pronunciava con fermezza il Magnifico Rettore dell’Università di Bologna prof. Francesco Ubertini auspicando una rapida scarcerazione di Patrick, uno studente che frequentava un master all’Alma Mater Studiorum.

Uno studente come voi. Voi che oggi qui avete raggiunto un magnifico traguardo grazie al vostro impegno, la vostra passione, il vostro sacrificio. Perché avete creduto fermamente che studiare significa essere liberi, che studiare sia un diritto inalienabile.

Come ha scritto Enrico Pelandri:
“Lo studio: strumento per costruire la propria libertà, educazione dell’ingegno e della creatività al lavoro, ma soprattutto occasione privilegiata di capire la vita.”

Ma così non è stato per Patrick che il 7 febbraio 2020, viene arrestato all’aeroporto del Cairo dagli agenti segreti del suo Paese, come un pericoloso terrorista.

Ma la colpa di Patrick è stata quella di sentirsi libero, di combattere per i diritti umani, addirittura aver scritto una tesi sull’omosessualità per – è questa l’accusa – “screditare il proprio Paese”.

Per questo dopo l’arresto viene torturato per 17 ore consecutive e sottoposto ad ogni possibile umiliazione fisica e psicologica perché confessi.

Per questa ragione Patrick è tuttora in una cella di 10 metri quadri insieme ad altri 19 detenuti ancora in attesa di un giusto processo.

Patrick compie 30 anni, poco più di voi. E oggi noi vogliamo unirci compatti alle parole del Magnifico Rettore dell’Università di Bologna con un piccolo gesto di protesta silenziosa e pacifica, sperando con forza che Patrick possa presto tornare e continuare a studiare.

Oggi tutti noi siamo Patrick. Io sono Patrick. Je suis Patrick”.

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