Nicholas Green. Il bambino che è riuscito a fare tutti i mestieri del mondo

Il 1° ottobre 1994 moriva all’Ospedale di Messina Nicholas Green, il bambino statunitense di 7 anni, in Italia per trascorrere le vacanze con la famiglia.

Il giorno prima, lungo l’autostrada Salerno – Reggio Calabria, vicino Pizzo Calabro, l’auto con cui viaggiava insieme ai genitori e alla sorella, venne colpita da una raffica di colpi d’arma da fuoco e uno colpì Nicholas alla testa.

Si trattò di un omicidio e omicidio di ‘ndrangheta. Un orribile fatto di matrice tutto italiana, ma ciò non dissuase i genitori di Nicholas Margareth e Reginald a donare gli organi del figlio, una pratica nel nostro Paese allora ancora poco diffusa.

Effetto Nicholas

Il gesto di estrema generosità di Margareth e Reginald, che riuscì a superare la tragica ingiustizia destinata alla loro famiglia, fece scalpore e la sua eco diete impulso alle donazioni di organi in Italia, tanto da chiamarlo Effetto Nicholas.

Donazioni quadruplicate

In questi 30 anni il numero di donazioni è quadruplicato, passando da 8 donatori per milione di abitanti ai 30 attuale; le 450 donazioni sono diventate 1.700 nel 2024 e i trapianti sono passati da 1.498 a 4.466.

Complessivamente, durante questi 3 decenni, sono stati eseguiti 92.478 trapianti.

Alla diffusione della pratica ha, successivamente, contribuito la legge 91 del 1999 che ha organizzato tutta l’attività trapiantistica nazionale, a partire dalla creazione del Centro Nazionale Trapianti (CNT) come si è appreso, nel corso del Convegno Il dono della vita, che si è svolto all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, in occasione del trentennale della morte di Nicholas e da dove sono emersi i dati suddetti.

Margareth e Reginald

Vi hanno partecipato anche i genitori Margareth e Reginald. La prima, prendendo la parola, ha ricordato quando la maestra chiese a Nicholas che lavoro avrebbe voluto fare da grande e il bambino rispose: “Tutti i lavori del mondo”.

Ebbene il suo sogno si è avverato. “Se pensate a tutte le persone che hanno ricevuto gli organi grazie all’Effetto Nicholas, questi devono veramente star facendo ogni tipo di lavoro: autisti di autobus, medici, cuochi, insegnanti, giornalisti, operai e artisti, oltre a lavori che nemmeno esistevano 30 anni fa. Nicholas ha aiutato le persone a fare (quasi) ogni lavoro del mondo”.

E lo chiamò Nicholas

Proprio al Bambino Gesù, nel 1994, venne trapiantato ad Andrea Mongiardo il cuore di Nicholas Green. I genitori lo conobbero quattro mesi dopo, come gli altri quattro riceventi, ed erano “tutti in buona salute – ha proseguito Margareth -. Eppure quattro mesi prima erano sul punto di morte mentre due stavano diventando ciechi”.

Una di loro, secondo l’Avvenire, si chiama Maria Pia, allora era in coma per insufficienza epatica, a 19 anni. Ricevette il fegato e dopo due anni dall’intervento si sposò, ebbe un figlio e lo chiamò Nicholas.

 

Immagini: Nicholas Green con i genitori Margareth e Reginald

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