Il hijab sportivo che rivoluziona il mondo delle donne sportive (e non solo) musulmane

Ibtihaj Muhammad (nella foto a lato)  è una campionessa di scherma, statunitense di nascita e di religione islamica, membro della squadra statunitense. Osservante dei precetti della sua religione, Muhammad non rinunciava mai a indossare il hijab, il velo della tradizione islamica allacciato sotto la gola che copre il capo e le spalle, neanche durante le competizioni. Con molti inconvenienti che le inficiavano la prestazione.  Spesso ammonita, ad esempio per le false  partenze, conseguenze del copricapo che le impediva di sentire bene. Ogni volta era cartellino giallo e un punto in meno, oltre alla non favorevole perplessità del giudice di fronte alla spiegazione “non ho sentito”, fornita dall’atleta.
Come ai Giochi Olimpici di Rio del 2016. Muhammad per l’occasione aveva indossato, sotto la consueta maschera dell’equipaggiamento della sua disciplina, un hijab per bambine, in tessuto fine e leggero ma in seta, che una volta intriso di sudore,  diventava pesante e rigido A quel punto per l’atleta era impossibile sentire.

Indossare il hijab nell’attività sportiva è un problema comune a tutte le atlete islamiche, per la pesantezza del velo che limita la potenzialità del loro talento, soprattutto per la mancanza di traspirabilità che se per Muhammad addirittura gli impediva di sentire, per le altre provoca un disagio che altera la loro concentrazione.

Nike Pro, responsabile della creazione degli strati base degli atleti, ha raccolto tutti i problemi di prestazione associati al copricapo e dopo varie sperimentazioni, è riuscita ad arrivare alla soluzione ottimale, ricevendo anche il beneplacito delle comunità locali islamiche perché rispondente ai requisiti culturali.

Il hijad messo a punto è realizzato in poliestere dotato di piccoli fori strategicamente posizionati che permettono una traspirazione ottimale, senza provocare impaccio nei movimenti. Per garantire la massima leggerezza e al tempo stesso l’adattamento alle diverse misure del capo, hanno eliminato il meccanismo di aggiustamento e adottato due misure per la testa la XS/S e la M/L.
Il Nike Pro Performance Hijab è stato sperimentato dalla stessa Muhammad (a destra nella foto a lato) nell’agosto 2017 e le reazioni della schermitrice sono state entusiaste perché riusciva a sentire, non provava più il caldo asfissiante di quando indossava il hijab tradizionale e il suo corpo era in grado di raffreddarsi meglio e più rapidamente. “Penso che il hijab sportivo” ha dichiarato in quell’occasione “possa contribuire al progresso della discussione sugli hijab in generale e sulle donne musulmane che si dedicano allo sport”.

Il hijab sportivo è in vendita dal 1° di dicembre 2017 in Europa, Nord Africa, Nord America e Medio Oriente.

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