Brexit. I favorevoli e i contrari uniti per il People’s Vote

I leavers e i remainers, insieme per la prima volta, hanno sfilato per le strade di Londra per chiedere un secondo referendum sulla Brexit. Per la precisione la richiesta, sia per i contrari (leave) sia per i favorevoli (remain)  all’uscita del Paese dall’Europa, è tornare alle urne per esprimere il proprio consenso o dissenso sull’intesa tra il Regno Unito e l’UE sulla Brexit.

La marcia ha riscosso un successo superiore alle aspettative. Secondo la Bbc, televisione britannica, gli organizzatori della manifestazione, People’s Vote, hanno dichiarato una partecipazione di 670mila persone, provenienti da ogni parte del Paese.

E il perché il popolo inglese si ricompatta e scende in piazza unito, lo spiega il sindaco di Londra, Sadiq Khan. “Quando nel 2016 i britannici andarono a votare per il referendum sulla Brexit, nessuno aveva parlato del rischio di un mancato accordo con l’Unione Europea”. “Qui non stiamo chiedendo un secondo o un terzo referendum. Qui stiamo dicendo che la maggior parte delle promesse fatte due anni fa non si sono concretizzate: nessuno, allora, parlava di una ‘cattiva Brexit’ o di un no-deal. In queste circostanze la cosa più democratica da fare è dare al popolo britannico il diritto di dire se accettano o no il risultato nei negoziati tra il governo e l’Ue. Non c’è niente di più democratico né più britannico”, ha sottolineato Khan.

Prima della manifestazione, che si annunciava partecipata e vivace, la premier Theresa May aveva precisato che un secondo referendum “is not an option”, escludendo ogni possibilità di un voto popolare sull’intesa con Bruxelles.

Come previsto dall’articolo 50, la Gran Bretagna deve lasciare l’Unione europea il 29 marzo 2019. Il tempo stringe e i cittadini britannici sanno che la storia o la si fa o la si subisce.

 

Foto: by EPA/Vickie Flores

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