La nuova famiglia tedesca. La comunità responsabile

Fare famiglia con gli amici, senza tenere conto dei legami parentali ed essere riconosciuta legalmente come tale, potrebbe diventare una realtà in Germania nel 2023.

La coalizione di governo Scholz, in carica dal dicembre scorso, ha, infatti, presentato una bozza di legge definita dal ministro della Giustizia, il liberale Marco Buschmann “la più grande riforma del diritto di famiglia degli ultimi decenni” e che comporta il riconoscimento della parentela elettiva, superando, se desiderato, quella di sangue e andando oltre la stessa istituzione matrimoniale.

La bozza di legge, infatti, non comprende soltanto l’unione di 2 persone ma anche quella di comunità formata da persone che scelgono di prendersi cura le una delle altre. Verrebbe così introdotta la nuova forma legale di comunità responsabile, in tedesco Verantwortungsgemeinschaft.

Le situazioni tipo

Tra gli esempi assunti dagli autori della proposta, sfilano i coniugi arcobaleno che desiderano diventare genitori e entrambi riconosciuti come tali, o il coniuge omosessuale che avrebbe pari diritti sui figli (biologici) dell’altro o 2 pensionate che con i figli adulti ormai lontani uniscono le loro forze e comprano una casa insieme: all’eventuale morte di una della 2, la proprietà andrebbe interamente alla sopravvissuta, senza l’ostacolo della ‘legittima’ agli eredi di sangue.

Secondo i liberali tedeschi come lo Stato incoraggia il matrimonio (etero e omossessuale) così dovrebbe promuovere “le altre forme in cui subentra l’assunzione di responsabilità reciproca” stabilendone i diritti e i doveri.

E in Italia?

La proposta di legge tedesca sembra muoversi sull’esempio del patto civile di solidarietà francese mentre in Italia qualcosa che gli si avvicina sono i patti di convivenza. Si tratta di “un istituto giuridico parallelo al matrimonio e alle unioni civili denominato contratto di convivenza, con requisiti precisi per forma e contenuti; un atto pubblico con forma scritta o una scrittura privata autentica da un notaio o da un avvocato, che dovrà, una volta attestata, trasmetterla al comune di residenza dei conviventi per l’iscrizione all’anagrafe, entro i 10 giorni successivi.

Il contratto di convivenza si basa sui criteri del legame affettivo, sulla reciproca assistenza morale e materiale tra persone non vincolate da rapporti di parentele o adozione, da matrimonio o da unione civile, ma i contraenti devono essere una coppia, maggiorenne di diverso o dello stesso sesso.  Una formula che oltre ad avere dei diritti ereditari molto limitati fronte dell’ordine dei successibili, salvo disposizioni testamentarie, esclude la peculiarità della proposta tedesca del legame di comunità responsabile.

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