Nigeria. Quando gridavamo #BringBackOurGirls

In Nigeria, dopo dieci anni di prigionia, una giovane donna rapita dal gruppo terroristico Boko Haram è stata liberata. Lo hanno annunciato il 18 aprile 2024 le autorità nigeriane.

Si chiama Lydia Simon ed era tra le 276 adolescenti rapite dai jihadisti a Chibok, nel Nord della Nigeria. È stata ritrovata nella regione di Gwoza a 150 chilometri dalla stessa città, incinta di 5 mesi e con 3 bambini di età compresa tra i 3 e i 4 anni nati durante la sua prigionia, come riferisce The Guardian.

Il rapimento delle ragazze avvenne nella notte tra il 14 e il 15 aprile 2024, catturate nel collegio governativo di Chibok.  Un avvenimento che scioccò il mondo intero.

Molti ricorderanno la campagna globale #BringBackOurGirls (Ridatici le nostre ragazze) che ne chiedeva rilascio. Fu lanciata sul social Twitter, oggi X, il successivo 23 aprile dall’avvocato nigeriano Abdullahi Ahmed,  ispirato dall’allora ministra Obiageli Ezekwesili la quale, per sollecitare l’azione del governo aveva detto in Aula: “Bring back our daughters”.

L’avvocato Abdullahi pensò di rendere la frase universale, sostituendo daughters con girls, come racconta a Vincenzo Giardina su Il Venerdì posto che “non tutti hanno una figlia, ma tutti hanno almeno una ragazza che sia sorella o amica”.

La campagna, partita dall’Africa, si diffuse nel mondo ripresa da personalità di primo piano, come l’allora first lady degli Stati Uniti Michelle Obama. Oggi la pagina  Bring back our girls è ancora in essere, seguita da oltre 30mila persone.

Da allora si stima che tra le 82 alle 87 ragazze (purtroppo le cifre non sono unanime) non sono più tornate a casa. Le altre sono riuscite a scappare o sono state ritrovate dai militari, spesso, come è accaduto con Lydia, con i figli dei rapitori.

Intanto poco o nulla è cambiato da allora, i gruppi jihadisti continuano a prendere di mire le scuole e a compiere rapimenti di massa di studentesse adolescenti. Ma ormai nell’indifferenza generale del mondo.

 

Immagine: cover della campagna #BringBackOurGirls, lanciata da Twitter, ora X,  nel 2014, ancora in essere con le fotografie delle 276 liceali sequestrata in massa dalla scuola

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