Bard. L’intelligenza artificiale secondo Google

In Europa, Italia inclusa, fa il suo ingresso il diretto concorrete del sistema di intelligenza artificiale generativa ChatGPT della OpenAI.

Ecco, infatti, Bard di Google che, naturalmente, nutre la sua creatura con le informazioni del suo motore di ricerca. Potrebbe, dunque, essere più aggiornata della concorrenza. Ma potrebbe incorrere maggiormente nelle maglie della privacy.

Ma con una nota la stessa Google spiega di essersi confrontata “con esperti, legislatori ed enti regolatori, inclusi i Garanti per la protezione dei dati, per comprendere il loro punto di vista e le loro indicazioni. Abbiamo adottato misure per aiutare le persone a gestire le informazioni in modo responsabile”.

Le caratteristiche

Bard è un sistema di intelligenza artificiale generativa: può scrivere testi di contenuto creativo, tradurre in oltre 40 lingue, fornire risposte multiple vocali alle domande dell’utente; in base a 5 opzioni la risposta può, a scelta, cambiare tono e stile in semplice, professionale, informale, lunga o corta.

Accessibile a tutti i maggiorenni che hanno un account Google personale, oppure un account Google Workspace, offre informazioni “di alta qualità”.

Insomma – sempre secondo Google-  stiamo parlando del sistema di IA “più grande fino a questo momento”, ma trattandosi di “una tecnologia sperimentale in alcune occasioni potrebbe fornire informazioni imprecise (allucinazioni, ndr). Se dovesse accadere Google invita gli utenti a segnalarlo. A meglio come si legge sul sito alla pagina del nuovo sistema dedicata alle Faqs “a contribuire a migliorare Bard lasciando un feedback”.

La sicurezza dei propri dati

Bard permette di “disattivare il salvataggio delle attività di Bard ed eliminarle dal proprio account in qualsiasi momento”, così come l’utente potrà decidere “per quanto tempo il sistema dovrà archiviare i dati del vostro account”.

“Le conversazioni con Bard non vengono utilizzate a scopi pubblicitari e comunicheremo chiaramente eventuali modifiche a questo approccio in futuro, si legge ancora sul sito bard-google.com.

Ma attenzione: quando un utente interagisce con Bard “Google raccoglie le tue conversazioni, la tua posizione, il tuo feedback e le informazioni sull’utilizzo. Questi dati ci aiutano a fornire, migliorare e sviluppare prodotti, servizi e tecnologie di machine learning di Google, come spiegato nelle Norme sulla privacy di Google. Ad esempio, utilizziamo il tuo feedback per aumentare l’efficacia delle norme sulla sicurezza di Bard e contribuire a ridurre al minimo alcune delle sfide che l’uso dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) comporta. Oltre a questo, Bard, usa le tue interazioni precedenti e la tua posizione per generare la sua risposta”.

Si possono però “modificare le impostazioni di geolocalizzazione in qualsiasi momento”. E certo va letta attentamente l’Informativa sulla privacy di Bard.

Ma  sottolineamo: dopo aver garantito che “non vediamo le tue informazioni personali a nessuno” Google ribatte che Bard va migliorato e quindi “selezioniamo un sottoinsieme di conversazioni e usiamo strumenti automatizzati per rimuovere le informazioni che consentono l’identificazione personale. Queste conversazioni di esempio possono essere esaminate da revisori esperti e conservate per un massimo di 3 anni, separatamente dal tuo Account Google”.

Adesso cari lettori a voi il testimone, a voi se ritenete che tra allucinazioni e gli eventuali problemi di privacy Bard possa essere uno strumento utile a voi e all’umanità e a servirsene, servendolo.

Quale sarà la migliore?

Ma state all’erta. La corsa alla migliore IA è appena iniziata, presto debutterà quella di Elon Musk. Il billionaire, già proprietario di Tesla e Xspace e Twitter, ha annunciato la nascita della startup x.Ai, i cui algoritmi avranno il compito di capire la natura dell’universo…

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