Videogiochi senza frontiere

 Ogni epoca ha la sua forma di narrazione e i videogiochi rappresentano una parte importante della nostra cultura. È possibile ignorare o abbracciare i videogiochi e infondergli la migliore qualità artistica. Le persone sono affascinate dai videogiochi, allo stesso modo, in cui altre amano il cinema o il teatro. (Andrea Serkis).

L’universo dei videogiochi è parallelo a quello fisico. Ha le sue regole, le sue eccezioni, i suoi abitanti e la costellazione dei diversi pianeti e sistemi che lo compongono. Un fertile campo di ricerca e di divulgazione socio-culturale.

Dalle sale giochi di antica memoria (dove i video gamers doc, dichiarano di essersi follemente innamorati dei videogiochi), alle console, ai pc e agli attuali smartphone, le piattaforme su dove “girano” i giochi sono di diversa natura e mettono a disposizione dei potenziali giocatori, un suggestivo e ampissimo ventaglio di videogiochi di puro intrattenimento.

La pervasività dei videogiochi è cresciuta esponenzialmente con la diffusione di Internet e, in particolare, con la capillare diramazione degli smartphone nella quotidianità il cui uso smodato, rischia di offuscare la nostra capacità di discernimento.

Cross Entertainment

I videogiochi costituiscono un’autentica industria dell’intrattenimento interattivo che, in questi ultimi anni, sembra fondersi con altri media, come il cinema e le serie televisive sempre più rivolte ai genere post-apocalittico, fantasy, crime e fantascienza.

L’anno scorso negli Stati Uniti, la vendita del gioco Call of Duty: Advanced Warfare ha superato quella dell’industria cinematografica. Attualmente è in atto una convergenza tra il mondo del cinema e e quello dei videogiochi.

Nel 2016 uscirà la versione cinematografica di uno dei videogiochi più seguiti a livello mondiale, A World of warcraft. La Microsoft sta lavorando all’ideazione di Quantum break, una commistione tra videogioco e serie televisiva.

Quantum break non sarà solo un action game ma sarà coadiuvato da una serie televisiva corrispondente. Il giocatore avrà la possibilità di selezionare la sequenza temporale da seguire per la definizione degli eventi. Le scene televisive sono completamente interattive e il videogiocatore godrà del libero arbitrio, compresa la facoltà di saltare i filmati. La piattaforma su cui girerà il gioco sarà, in forma esclusiva, sulla console di ultima generazione Xbox One.

Dal video al cinema. Ancora non si è progettato il processo inverso, dal cinema al videogioco. La commistione dei generi è perseguita dai produttori ed ideatori di contenuti, anche sulla scia dell’uso odierno leggermente compulsivo dei cellulari.

Per cellulare, oggi si intende essenzialmente lo smartphone, il telefono cosiddetto intelligente in virtù delle sue alte prestazioni. È stato calcolato che sempre più “consumatori-spettatori” fruiscono dei prodotti televisivi o sul web e contemporaneamente usano cellulari e tablet. Un consumo “multitasking” che prefigura una futuristico approccio distrattivo ai media con una inevitabile ricaduta nella stessa realizzazione dei prodotti culturali.

Addio al game over

La tras-formazione sostanziale dalla mitica golden Age di videogiochi portati alla massima espressione dalla giapponese casa di produzione di console e videogiochi, Nintendo è l’annullamento del concetto di “game over”. Il giocatore anni ’80 aveva un numero di vite da giocare fino ad arrivare al termine, il mitico game over. Ora le vite a disposizione sono infinite.

Cancellato il concetto di game over, si può giocare all’ infinito. Il concetto game “on” rispecchia le tendenze della società attuale apparentemente senza limiti, ma intrappolata da un consumo immediato, incostante, che perisce e si rigenera all’infinito.

Le caratteristiche di alcuni videogiochi attuali risiedono in un’eccessiva semplificazione e forzata spettacolarizzazione. Anni fa, il giocatore doc, amava perdersi per ore all’interno di una grotta, per esempio, spinto dall’atavico afflato della scoperta, ora una tale impresa probabilmente ha tempi più ridotti.

Spesso la trama di un videgioco, si basa sulla creazione di un personaggio che con il tempo diventa sempre più forte ed è in grado di confrontarsi e vincere gli avversari. Competizione e ricreazione allo stato puro, gli elementi vincenti. Ti siedi e ti rilassi, entri in un mondo di finzione, con il quale interagisci e ne sei protagonista e ne cambiare il corso della storia.

Una concezione molto vicina al cinema ma con l’aggiunta dell’interazione, a cui i terresti del terzo millennio, sono sempre più avvezzi e la vivono come una componente sostanziale del divertimento.

Gaming online: e-sport e divertimento

La fruzione dei videogiochi online è un nuovo pianeta in espansione. Basti pensare al successo mondiale di World of Warcraft o di Call of duty che come abbiamo visto presenta sia una versione offline che online.

La modalità online permette di confrontarsi con giocatori virtuali, ma reali, e pertanto potenzia la competitività che caratterizza il giocatore di ogni campo. Veri e propri giochi senza frontiera in cui il tuo rivale potrebbe trovarsi dall’altro capo del mondo.

Hearthstone, il cui nome deriva da un  oggetto presente in “World of Warcraft”, ha raggiunto nel 2014, 30 milioni di utenti.

Il gaming online è pratica che nei paesi asiatici rientra tra le discipline sportive. Gli “sportivi” online, in Corea del Sud, sono considerati delle vere e proprie stelle, alla pari dei giocatori di calcio o di tennis, in Europa. Si parla di e-sport. Non solo giocatori on line dunque, ma anche spettatori, come è testimoniato dal nuovo fenomeno del gioco in streaming. È come guardare una partita di tennis o di calcio. I mondiali di videogiochi hanno radunato milioni di persone in termini di audience .

Casual gaming

L’avvento degli smartphone ha intensificato notevolmente i giocatori “causal”. Ossia quelle persone che giocano per “ammazzare” il tempo; alla fermata dell’autobus, in metro o nella sala di attesa del dentista. Da un punto di vista scientifico, non si conoscono i motivi per cui un gioco online funziona, non esistono regole definite. Chi avrebbe mai immaginato che la creazione di una fattoria online (Farmville) avrebbe avuto una tale fortuna.

Anche se ormai Farmville è stato soppiantato completamente da altri giochi online, prima di tutto Candy Crush (caramelle virtuali dall’ipnotica combinazione di colori che registra guadagni vertiginosi), ai suoi inizi spopolò tra i naviganti della rete.

Il gaming online sta diventando “mobile” in quanto sempre più persone, si collegano alla rete attraverso il cellulare e la sua forza di propagazione è virale.

Parte del fascino seduttivo di questa tipologia di giochi è la struttura in livelli. I primi livelli sono facili e poi si arriva ad un punto che per continuare, è necessario comprare dei potenziamenti. Il valore delle transazioni è minimo, ma se calcolato su milioni di utenti, si converte in cifre milionarie. Questo sistema di pagamento si chiama fremium in quanto rappresenta una via di mezzo tra contenuti gratuiti (free) e contenuti a pagamento (premium).

La struttura vincente, abbinamento di colori e di forme, facile e veloce, per i giocatori con qualche capello bianco, richiamerà alla mente il “vecchio” Tetris e i suoi mattoncini che cadevano dall’alto. Un sistema “multilevel” favorisce la dipendenza virtuale.

Nei giochi online, al contrario di quelli “programmati” per le console, la presenza femminile è significativa. Il 50% dei giocatori è donna.

Comportamenti virtuali e ludici che coinvolgono milioni di persone in ogni punto del globo, senza distinzioni socio-culturali e geografiche.

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