La collezione fotografica di Sophus Tromholt. Memoria del mondo

La collezione fotografica di Sophus Tromholt (1851 – 1896), docente e astrofico autodidatta e fotografo amatoriale danese, dal 2013 sono parte della della Memoria del Mondo (Memory of the World Programme) dell’Unesco che ne ha riconosciuto l’importanza per il patrimonio culturale mondiale.

Nel 1882 Tromholt ricevette una borsa di studio dagli Stati di Danimarca e Norvegia affinché studiasse l’Aurora Boreale. Il progetto scientifico rientrava nel programma del primo Anno Polare Internazionale 1882-83 (*International Polar Years – IPY) che vedeva l’unione degli sforzi internazionali per lo studio delle regioni polari.

Tromholt fondò un centro scientifico e osservatorio dell’aurora boreale a  Kautokeino (Norvegia settentrionale) e i suoi studi aprirono la strada alla scienza moderna per lo studio dell’aurora boreale.

Ma il nostro astrofico durante il soggiorno norvegese non si limito al progetto scientifico ma dedico tempo nel fotografare il popolo Sami, l’etnia di lingua ugro-finnica locale, i suoi costumi culturali.

Possedeva una fotocamera con negativi in vetro a lastra asciutta con la quale oltre a riprendere l’aurora boreale realizzò circa 300 ritratti della popolazione Sami di altissima qualità sia sul piano etnografico che estetico.

Per l’Unesco i ritratti di Tromholt dimostrano come il loro autore fu il primo a considerare una popolazione indigena oltre gli stereotipi razziali o un indistinto gruppo esotico per turisti. Ebbe con la popolazione un approccio individualistico e umanistico dimostrando cosa significhi incontrare “l’altro”. Le sue immagini documentano la vita Sami nella seconda metà dell’Ottocento e offrono “un contributo inestimabile ai dibattiti internazionali sulle popolazioni indigene”. Dunque le sue fotografie hanno valenza culturale, storica e politica

La Collezione Sophus Tromholt appartiene alle Collezioni Speciali della Biblioteca dell’Università di Bergen, Norvegia, ed è possibile accedervi tramite il sito marcus.uib.no.

Le immagini sono raccolte nel libro Starman – Sophus Tromholt Photographs 1882 1883, curato da Marthe Tolnes Fjellestad e Solveig Greve, edito nel 2019.

Nel 2022 il programma dell’Unesco Memory of the World celebra il trentennale della sua fondazione avvenuta con lo scopo salvaguardare il patrimonio documentario dell’umanità contro le ingiurie del tempo ma anche dai rischi legati alla negligenza e dalle amnesie collettive. Conserva per i posteri, fondi archivistici, collezioni di biblioteche e compendi individuali privati in tutto il mondo.

 

  •  *IPY: International Polar Years. Dopo il 1882-83, un secondo IPY è stato organizzato nel 1932-33 un terzo nel 1957-58 e il quarto e più recente ha compreso 2 cicli annuali completi da marzo 2007 a marzo 2009. Nel corso delle spedizioni sono stati condotte ricerche sulla geofisica, sulla meteorologia, sulla glaciologia e in altri ambiti che hanno coinvolto centinaia di migliaia di studiosi e scienziati e prodotto altrettanti studi 

 

 

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