La nuova esposizione del Museo dell’Arte Salvata
Presso l’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano a Roma, è stato riaperto il Museo dell’Arte Salvata con i reperti archeologici recuperati dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale in collaborazione con la Magistratura e gli organi centrali e periferici del Ministero della Cultura.
Reperti archeologici delle civiltà italiane preromane
L’attuale allestimento presenta più di 100 opere, appartenenti alle civiltà italiane più antiche – Etruria (Italia centro -settentrionale, dal IX al I secolo a.C.), Magna Grecia (aree costiere dell’Italia Meridionale colonizzata dalla Grecia dal VIII al V secolo a.C.) e Sicilia -, recuperate nelle aree di appartenenza storica dove le organizzazioni criminali sono molto diffuse.
I reperti archeologici sono tutti di notevole importanza, tuttavia spiccano due lastre in terracotta, una recuperate nel 2023 con la collaborazione con il Manhattan District Attorney’s Office, County di New York, l’altra nel 2024 nel corso dell’operazione chiamata Fenice. Entrambe le lastre appartenenti agli ultimi decenni del VI secolo a.C. e costituiscono felici esempi dell’avanzato artigianato etrusco.
Rilevanti anche le urne funerarie databili tra la prima metà del III secolo a.C. e i la prima del II a. C – mentre si arrendeva alla civiltà romana sempre più importanza – sono state recuperate nel 2024. Su entrambe le lastre sono rintracciabili eredità della policromia originaria, mentre una reca un’iscrizione in etrusco che narra dei resti di Vel Pulfna appartenente a una importante famiglia della zona.
Degne di citazione, infine, le due statue di togati di bronzo – una ritrovata nel 2007, l’altra nel 2025- , con iscrizioni dalle quali dedurre la loro rappresentano di un padre e un figlio. È probabile le sculture siano state realizzate nella stessa bottega e abbiano fatto parte di un donario a Thufltha, una divinità identificata come la dea latina Fortuna, come ha recentemente supposto l’archeologo, esperto in civiltà etrusca, Daniele F. Maras.
La mostra è visitabile gratuitamente fino al 31 agosto 2025, poi rientrerà nel biglietto d’ingresso del Museo Nazionale Romano.
Il Museo dell’Arte Salvata
Il Museo dell’Arte Salvata, che rientra nel circuito del Museo Nazionale Romano, è stato istituito nel 2022 per accogliere a rotazione l’esposizione di opere d’arte sottratte alla comunità per calamità naturali o “antropiche”, come le guerre, i saccheggi e/o i furti.
Opere d’arte e reperti archeologici rubati, dispersi, venduti o esportati illegalmente, la cui perdita danneggia significativamente il patrimonio culturale di un Paese e l’identità della sua popolazione.
Il Museo mostra anche tutte le fasi del salvataggio e/o del recupero di un’opera d’arte, secondo le contingenze: dalle indagini compiute dal Comando dei Carabinieri TPC alle restituzioni con l’ausilio delle diplomazie culturali o il recupero con i Caschi Blu della Cultura, affiancati dalle istituzioni competenti del Ministero della Cultura.
Le esposizioni del Museo, spiega l’istituzione, “cambiano in base ai risultati delle operazione investigative, delle restituzioni e dei recuperi nelle aree colpite da disastri naturali”. Dopo le esposizioni i beni vengono ricollocati nei musei di appartenenza.
Al servizio del dinamismo espositivo la progettazione di teche e pannelli modulabili, che facilitano l’accoglienza e la fruizione dei nuovi reperti.
Immagine: Roma, Terme di Diocleziano, la sala ottagonale che accoglie il Museo dell’Arte Salvata, qui alla sua inaugurazione avvenuta nel 2022 – photo by turismoroma.it – museoartesalvata

