Archeologia. Le sorprese di Thonis-Heracleion

La città sommersa Thonis-Heracleion (Thonis per gli antichi egizi, Heracleion per gli antichi greci), continua a riservaci sorprese. Una missione archeologica franco-egiziana ha reso nota il 19 luglio 2021 la sua scoperta di un cimitero e una nave militare nelle acque del Mediterraneo, vicino alle coste di Alessandria (Egitto).

Riferisce il comunicato che i resti della nave appartengono a un’imbarcazione militare affondata nel II secolo a.C.; è stata ritrovata coperta da 5 metri di fango accanto alle vestigia del tempio del dio Amon, un santuario importante nella città di Thonis-Heracleion, il principale porto d’ingresso egiziano per le navi che provenivano dalla Grecia prima della fondazione di Alessandria nel 331 a.C.. Lunga in origine 25 metri, con una chiglia piatta per navigare sul Nilo, l’imbarcazione ha caratteristiche che suggeriscono sia stata costruita in Egitto secondo tecniche locali e greche.

Rinvenuti anche i resti di un cimitero greco risalente ai primi anni del IV secolo a.C. .

I greci, illustrano gli archeologi, riuscirono a stabilirsi nella città Thonis Heracleion, durante le ultime dinastie faraoniche e costruirono i propri santuari vicino al tempio di Amon. “Questa scoperta illustra la presenza di mercanti greci che vivevano nella città e controllavano l’ingresso in Egitto alla foce del braccio di Canope del fiume Nilo” il più occidentale e il più vicino alla baia di Abu Qir, nel Mar Mediterraneo, dove sorgevano Thonis-Heracleion e Canope.

Nella seconda metà dell’VIII secolo d.C. vaste aree del delta del Nilo (tra cui Thonis) scomparvero a causa dell’innalzamento del livello delle acque e di un fenomeno naturale di liquefazione del suolo. Fra i luoghi sommersi anche Thonis, scoperta dagli archeologi dell’Istituto europeo di archeologia sommersa (IEASM) nel 2001.

Per Franck Goddio, direttore dell’Istituto i ritrovamenti in questione oltre ad essere in ottime condizioni, (soprattutto la nave) “sono estremamenti rari”.

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