Gae Aulenti. L’architetta dell’armonia

Gae Aulenti una dei maggiori designer e architetti del Novecento lasciava questo mondo 10 anni fa.

Nata a nel comune friulano di  Palazzolo dello Stella nel 1927, da genitori originari del Sud, battezzata con il nome di Gaetana Emilia, moriva a Milano il 1° novembre nel 2012 e l’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, la commemorò come “protagonista di primo piano della storia dell’architettura contemporanea, altamente apprezzata in tutto il mondo per il suo talento creativo e, in particolare, per la straordinaria capacità di recuperare i valori culturali del patrimonio storico e dell’ambiente urbano”.

Le parole di Napolitano trovano riscontro in uno dei lavori più famosi della Aulenti, il Museo d’Orsay di Parigi, struttura che si erge davanti al Museo del Louvre, ex stazione ferroviaria (la Gare d’Orsay) costruita a fine Ottocento, riconvertito a istituzione museale che costudisce i capolavori dell’impressionismo e del post-impressionismo esaltati dal progetto di light design di Piero Castiglioni.

Dell’ Aulenti designer, invece, ricordiamo gli oggetti d’arredo: come il vaso – lampada   Giova (1964) o il Tavolo con ruote (1980) esposto al Museum of Modern Art di New York, entrambi ancora oggi in catalogo.

La cifra stilistica dei progetti dell’architetta ci sembra si condensi nell’armonia con l’esistente e nell’identità e nell’unicità dell’opera, dove l’estetica, per quanto esaltata, non prevarica mai la funzione. L’architetta (ma preferiva essere chiamata ‘architetto’, vi giungeva attraverso l’attento studio culturale del contesto urbanistico nel quale avrebbe operato.

Considerata un’esponente della corrente Neoliberty, secondo lo storico Marco Biraghi in realtà Gae Aulenti approdava “a vie alternative a un repertorio moderno ormai sempre più congelato in forme ripetitive e scontate”.

“L’architetto deve saper leggere il contesto perché molto spesso le radici sono nascoste e sotterranee – spiegava la Aulenti – Il saperle riconoscere e farle apparire è il grande lavoro di rilettura storica di un luogo”.

Recuperare le radici, dunque, permette una continuità con il passato nell’impianto e nella decorazione del presente e consegna la potenzialità del futuro, senza creare stridenti contrasti con l’unità organica stilistica tanto importante in un Paese di storia e arte quale è l’Italia.

Ora l’Archivio Gae Aulenti con sede nella milanese casa progettata ed abitata dalla stessa architetta in via Fiori Oscuri e la Triennale di Milano hanno annunciato la mostra – evento dedicata a questa professionista straordinaria che ha firmato oltre 700 progetti. Curata da Giovanni agosti e allestita negli spazi della Triennale la mostra è prevista per il 2024.

Mentre è già in libreria la biografia Gae Aulenti. Riflessioni e pensieri sull’Architetto Geniale (ed. Cairo) a firma di Annarita Briganti.

 

Immagini: 1)Parigi – 1984: prima fila da sinistra,  Jack-Lang, ministro della cultura francese e Gae-Aulenti al-Musee-d’Orsay (photo by Archivio Gae Aulenti; 2- 4) creazione di Gae Aulenti ancora in catalogo:  la lampada -vaso Giova, il tavolo con rotelle (esposto al Museum of Modern Art di New York) e la copertina della biografia di Gae Aulenti, firmata Annarita Briganti

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.