Il Messico chiede rispetto per il proprio patrimonio nazionale

Alejandra Frausto, ministra della Cultura del Messico facendo appello all’etica e al rispetto, ha chiesto alle gallerie e alle case d’asta europee di fermare l’offerta e la vendita di oggetti e pezzi d’arte e di antiquariato che appartengono al patrimonio del proprio Paese e individuati nei cataloghi delle aste che si svolgeranno (o che si dovrebbero svolgere) in  Spagna, Austria, Belgio e Francia, rispettivamente il 10, 11, 15 e 18 marzo 2022.

“Pezzi storici, simbolici e culturali superiori a qualsiasi valore commerciale, vestigia che ci dicono chi siamo  – ha scritto la ministra nelle lettere inviate alle seguenti gallerie e alle case d’asta Setdart, Zacke, Carlo Bonte Auction e Ader di Barcellona (Spagna), Vienna (Austria), Bruges (Belgio) e Parigi (Francia).

Complessivamente si tratta di 75 pezzi d’archeologia proveniente dalla costa del Golgo, 35 che risalgono al IX  e al XVII secolo e 3 dello stile Comala, provenienti dallo stato di Colima.

Nel testo si legge ancora che il Governo messicano “si rammarica e condanna fermamente queste vendite” posto che i pezzi “di proprietà della Nazione, sono inalienabili e imprescrittibili, estratti senza autorizzazione e illecitamente dal territorio nazionale e la cui esportazione è vietata dalla legislazione messicana dal 1827”.

Il Ministero della Cultura, secondo la stampa internazionale, ha riferito di aver avviato le procedure giudiziarie in ogni Paese affinché, oltre a fermarne le vendite, ogni oggetto sia riportato in Messico attraverso i canali diplomatici e legali ufficiali.

Da quando Andrés Manuel López Obrador è stato eletto presidente del Messico, nel dicembre 2018, e ha fatto del recupero dei beni del patrimonio nazionale una delle sue battaglie cruciali, il Messico, pur non avendo sempre vinto, è riuscito a recuperare dall’estero 5700 i pezzi archeologici e artistici.

Tra questi i 594 dipinti ex voto, databili tra il XVIII e il XX secolo sottratti illegalmente tra il 1960 e il 1970 da svariati siti di culti messicani e recuperati in Italia e nel 2019, riconsegnati con una cerimonia alla quale partecipò lo stessa Alejandra Frausto e il ministro dei Beni culturali italiano di allora Alberto Bonisoli, al Messico.

I dipinti, ritrovati grazie all’indagine condotta dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dopo una mostra degli stessi che si era svolta a Milano, appartenevano a 2 musei, uno lombardo e l’altro milanese, ricevuti come donazione di un collezionista nel frattempo deceduto.

 

 

 

Immagine. La cerimonia di consegne dei dipinti ex voto messicani e sottratti illegalmente avvenuta a Roma nel 2019. Al centro della foto da sinistra il ministro dei Beni Culturali italiano di allora, Alberto Bonisoli e la ministra messicana Alejandra Frausto

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