Ada Negri. L’oblio di una poetessa
È stata la prima donna ad essere ammessa all’Accademia d’Italia, la poetessa e scrittrice Ada Negri, nata a Lodi il 3 febbraio di 155 anni e morta a Milano l’11 gennaio di 80 anni fa.
Ebbe grande successo prima di cadere nell’oblio, probabilmente a causa della sua adesione al fascismo.
Eppure Ada Negri, maestra elementare, esordì nel 1892 cantando, nella raccolta di liriche Fatalità – che le diete grande fama – i temi della ribellione dei più umili e degli oppressi. Il ministro dell’Istruzione, Ferdinando Martini, le conferì il titolo di Docente per chiara fama presso l’istituto superiore milanese. Gaetana Agnesi, che la portò a trasferirsi a vivere nella città meneghina.
Nel ’95 con la nuova pubblicazione Tempeste, Negri mantenne gli accenti umanitari e socialisti, ma con Maternità, 1904, la sua poetica non priva di eco cristiana, divenne introspettiva e autobiografica, caratteri che conservò nelle successive pubblicazioni come, Dal profondo, Esilio, in riferimento al suo periodo zurighese, Le solitarie, raccolta di novelle con evidenti rimandi alla complessa condizione femminile, il patriottico Orazioni, Il libro di Mara, nuova raccolta di poesie realizzato nel 1919, stesso anno in cui morì la madre, ai cui sacrifici da operaia, doveva l’aver potuto diplomarsi come insegnate elementare.
Ma il suo capolavoro fu Stella mattutina del 1921 dove Ada Negri ritorna alla sua infanzia e alla sua adolescenza, alle sue umili origini, alternando versi a prosa con tono sempre raffinato e moderno e che le riportò la grande fama, tanto da essere candidata nel ‘26 e nel ‘27 al Premio Nobel per la letteratura.
Il Nobel lo vinse nel ’26 la scrittrice Grazia Deledda. Ad Ada Negri, andò, invece, nel ’31 il Premio Mussolini per la carriera, che la rese agli occhi dei più ‘l’intellettuale di regime’, considerazione rafforzata nel 1940 quando fu nominata membro della Reale Accademia d’Italia, subentrando al poeta Cesare Pascarella, appena deceduto.
All’intensa attività letteraria Negri affiancò un altrettanto impegno sociale e civico. A Milano entrò in contatto con il Partito socialista italiana, anche per l’apprezzamento conquistato dai temi della sua produzione poetica (fu definita la poetessa del Quarto Stato). Conobbe Benito Mussolini, Filippo Turati e Anna Kuliscioff.
Nel 1899, con l’attivista Ersilia Majno fondò l’Unione femminile nazionale e partecipo alla nascita dell’Asilo Mariuccia, associazione dedita alla formazione e integrazione di madri disagiate e dei loro figli.
Nei suoi articoli per il Corriere delle Sera (una lunga collaborazione dal 1904 al 43) ritornò spesso sui problemi sociali.
Nel 1948, a tre anni dalla sua morte, Mondadori pubblicava la sua opera omnia.
Eppure l’impegno di Mondadori non la salvò dalla damnatio memoriae che la colpì nel post-guerra, nonostante Ada Negri sia stata, per alcuni critici, un’innovatrice sia della poesia sia della prosa italiana.
